La Montagna ha partorito un topolino

Leggi e commenta tutti gli interventi
De L’Infedele. Dalla partenza festosa ed entusiasta ma poco felice di fine 2008, il governo e la sua maggioranza pattista hanno subìto un crescente logoramento culminato nella cacciata del vero capo dell’esecutivo, che ha segnato l’apertura di una crisi latente che sta emergendo ormai con chiarezza. La gioiosa macchina da guerra degli otto partiti è diventata un’arena conflittuale che è un eufemismo definirla “mal di pancia”. Se si è arrivati al solenne richiamo all’ordine della Reggenza, vuol dire che sono messi male e che l’insoddisfazione che sale dal Paese trova attenzione anche in qualche membro del governo e in settori della maggioranza. Le farfugliate e imbarazzate dichiarazioni di vari esponenti del Patto tendenti a minimizzare; la fine degli annunci; il silenzio dei tamburini; la defezione dei trombettieri; la generale delusione dei cittadini, sono segnali di una febbre che sale. L’apertura di un nuovo fronte di conflitto interno al Congresso di Stato tra giustizialisti e garantisti in merito a gravi soprusi del governo contro imprenditori che hanno ottenuto giustizia dal magistrato che ha salvaguardato lo stato di diritto, è la dimostrazione che i giustizialisti esprimono un livello di cultura democratica primordiale e che coltivano solo mire di potere economico e politico. Intanto nel deserto progettuale governativo emerge la favola della manovra straordinaria mentre il Paese, al contrario, invoca provvedimenti per superare la crisi, riforme per il cambiamento, interventi riformatori, rilancio dello sviluppo e ripresa dell’occupazione. Il governo annuncia al Consiglio una manovra finanziaria di 20 milioni, chiede a tutte le forze politiche di fare “fronte unico” e nello stesso momento dice che per 15+2 milioni ha già provveduto il Congresso di Stato con una delibera di congelamento delle spese! Presenta una specie di oggetto misterioso che non ha niente a che fare con una manovra finanziaria, senza cifre, senza conti, senza saldi, con entrate di fantasia e, a proposito di “fronte comune”, annuncia che farà un decreto per mettere le mani nelle tasche dei cittadini con aumenti di imposte, di tasse e di tariffe per tappare i buchi di bilancio provocati dagli sprechi e dalle spese inutili!! Nel frattempo stanno emergendo situazioni clamorose e contraddittorie sulle quali le Autorità, se ancora esistono, devono fare chiarezza assoluta. La Cassa di Risparmio, alcuni mesi or sono, si è fatta finanziare dallo Stato e dalla Banca di San Marino per non chiudere i battenti; oggi improvvisamente presenta un bilancio con 66 milioni di utile lordo e cerca di sgambettare proprio la Banca di San Marino nell’acquisto della Banca Agricola Commerciale. Con quali soldi? Quelli dei cittadini e della Banca di San Marino? E’ questa la trasparenza? E ancora. Il governo vanta una liquidità di 331 milioni al 31 maggio 2010 e pochi giorni dopo annuncia di aver ripianato il disavanzo di bilancio 2009 con il tesoretto lasciato dal denigrato governo precedente; stabilisce prelievi straordinari su pensionati e impiegati statali, aumento di tariffe, di tasse e di imposte; dichiara che “occorre considerare fin da subito l’eventualità per lo Stato di ricorrere a fonti di finanziamento di terzi”! pochi mesi prima aveva fatto un prelievo forzoso in giornata ad alcune banche pari all’8% della raccolta creando non poche difficoltà. Allora la liquidità di Tesoreria è fasulla. Non è l’ora di dire tutta la verità ai cittadini? Non è ora di mettere in chiaro la reale situazione dei conti pubblici per capire quali sono i provvedimenti da adottare? E infine, il governo ha ancora i suoi poteri o li ha delegati ai soliti noti? La relazione del governo al Consiglio fa riferimento ad una fantomatica riconversione dell’economia che sarebbe in atto ma che nessuno vede, mentre chiudono tre imprese al giorno, aumenta la disoccupazione e tanti imprenditori sono sul piede di partenza. Ma quali imprenditori potranno rimanere o venire a San Marino senza un ambiente dinamico e accogliente, senza la protezione degli investimenti, senza la fine del sistema concessorio e revocatorio e dello strapotere del Congresso di Stato? Il governo pensa davvero che vengano attirati da una “pianificazione fiscale” osteggiata dall’OCSE? Con questa gestione dilettantesca non si può andare avanti.
L’INFEDELE














sei grande