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Finito il controllo sul milione duecentomila assegni: nessun rilievo è (ancora) emerso

Mario Fantini

Mario Fantini

[La Tribuna] Mario Fantini, dopo il deposito della registrazione del colloquio di palazzo Begni presso la procura di Forlì che ha di fatto messo in discussione la posizione di ben due membri di governo e sicuramente ha precluso ogni opzione che vedeva uno dei protagonisti in pool position per la presidenza di Cassa di Risparmio, si trova nuovamente al centro della cronaca per la lettera inviata a Piero Grasso, che chiarisce il rapporto con la questione più grave dell’inchiesta, quella del rapporto con la criminalità organizzata. Per capire esattamente come stanno le cose, abbiamo ieri intervistato Mario Fantini. D.: Cosa ha pensato, Dott. Fantini, quando le è stato detto che sotto la sua amministrazione Cassa di Risparmio avrebbe favorito il riciclaggio di denaro della criminalità organizzata?
Mario Fantini: Seppure stessi vivendo una fase estremamente delicata della mia vita (era il maggio 2009) ho reagito dicendo che al contrario la Carisp ha sempre operato attivamente affinché le infiltrazioni degli interessi della malavita restassero fuori dalla Repubblica di San Marino. E mi creda la battaglia non è stata facile, ma date le ottime performance di Cassa di Risparmio e di Delta, avevamo le spalle coperte per opporci a pressioni che tutti i soggetti economici soprattutto in Italia, ma non solo in Italia, subiscono.
D.: Si però i Pm di Forlì hanno detto chiaramente che dietro al milione e duecentomila assegni delle cui copie sono venute in possesso si nascondevano molti conti del sud Italia facendo intendere che riguardavano denari di cosche malavitose?
Mario Fantini: Gli inquirenti, grazie al grande lavoro svolto dagli agenti dei tre corpi delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia e guardia di finanza), stanno per completare l’esame di quegli assegni che, lo ribadisco, erano assolutamente trasparenti perché transitati attraverso banche tramitanti sottoposte a controllo e tratti su banche italiane, sottoposte alla vigilanza integrale di Banca d’Italia. Ebbene nulla, proprio nulla è emerso non tanto a mio carico, ma a carico della Cassa di Risparmio. Se anche uno solo di quegli assegni fosse stato firmato da un mafioso, ce lo avrebbero sicuramente addebitato. Gli inquirenti sanno comunque che la prima indagine deve essere fatta presso la banca che lo ha emesso e non certo verso la Cassa.
D.: Lei il 24 maggio 2010 ha scritto una lettera al Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso. Cosa le ha risposto?
Mario Fantini: Non mi ha ancora risposto, ma con piacere ho saputo che lo stesso Procuratore Nazionale ha richiesto ai Pm di Forlì di fornire elementi utili per una risposta. La mia lettera a Grasso è ora sul tavolo del Dott. Di Vizio, insomma è tornata alle origini perché la Dna non ha mai avanzato addebiti a mio carico.
D.: Ma come Dott. Fantini? Tutti i giornali italiani hanno detto che l’antimafia era intervenuta ?
Mario Fantini: A me non risulta e il fatto che Grasso chieda a Forlì informazioni ne è la dimostrazione certa: al momento non esistono addebiti a nostro carico che afferiscono alla sfera trattata dalla Procura antimafia.
D.: L’unico addebito ancora in piedi è quindi quello della dominanza (Tribuna lo scrive dal 4 maggio 2009), ma che risulta un peccato veniale che non giustifica la pena di morte a cui è invece stata sottoposta Delta?
Mario Fantini: Sapevamo fin dall’inizio che gran parte delle accuse della prima ora non si sarebbero concretizzate. Oggi, dopo un anno e mezzo dall’apertura dell’inchiesta gli inquirenti hanno chiesto altro tempo, (fino al marzo 2011, ndr), ma posso assicurarle che fra i giuristi, e non solo gli avvocati di parte, così come fra i colleghi del mondo bancario, compresa Banca d’Italia, tutti sono convinti che la questioni riguardi la sfera politica delle relazioni fra i due Stati, piuttosto che quella regolata dai codici civile e penale.
D.: Il timore a San Marino è anche quello che Delta non fosse in grado di reggere il colpo e che magari si bloccasse il flusso del rientro dei finanziamenti concessi?
Mario Fantini: Ho sempre detto che questo rischio non c’è mai stato, il credito alle famiglie è il più sicuro in assoluto ed è sbagliato farsi intimorire da opinioni che hanno invece detto il contrario per costringere la Cassa a fare scelte non coraggiose. A questo punto vorrei fare un appello: occorre una risposta unitaria per organizzare una reazione ad un attacco senza pari, che rischia di mettere in ginocchio l’intero paese.

La Tribuna


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