Fantini: “Masi non mi fa paura”. L’ex Ad va a scoprire le carte del presidente della Fondazione
[la voce] Hanno lasciato un segno profondo le dichiarazioni pronunciate dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio nell’assemblea dei soci dello scorso 20 novembre. Le accuse mosse agli ex manager di Carisp e Delta da Tito Masi sono giunte a destinazione Mario Fantini attraverso i suoi legali ha fatto richiesta di ‘assunzione d’informazioni’. Detta cosi suona come il solito scambio di carte bollate. Invece secondo la normativa italiana, gli avvocati possono fare indagini difensive e Masi sarà chiamato dal suo legale Massimiliano Annetta a circoscrivere quanto detto nel corso dell’assemblea e poi riportato sui giornali con tanto di virgolettato sulle responsabilità gestionali dei precedenti amministratori. La raccomandata partirà oggi, ”l’intenzione del legale Annetta – si legge nell’atto – in qualità di difensore di Mario Fantini, indagato nell’ambito del procedimento in epigrafe, è quella di ricevere dal signor Tito Masi informazioni e dichiarazioni da documentare secondo le modaìità indìcate dall’artlcolo 391 ter del Codice di procedura penale”. La difesa dell’amministratore delegato della Cassa di Risparmio vuole capire un po’meglio ‘le responsabilità del dottor Fantini nella propria attività di amministratore delegato della Cassa di Risparmio con particolare riferimento alla situazione di conflitto di interessi in cui questi avrebbe operato”. In breve, il messaggio che Fantini invia è: ‘Le parole di Masi non mi fanno paura e adesso vado a scoprire le carte. Da tempo – spiega – sento ripetere che vogliono fare un’azione di responsabilità nei miei confronti, ma poi non vanno più in là delle parole. Ma queste parole stanno infangando la mia persona’. ‘Se c’è qualcosa cheMasi vuole dire – aggiunge il suo legale – che lo venga a dire all’aula giudiziaria e non sui giomali. E’ ora che si inizi a fare le persone serie. Buttare a mare lo straniero è un giochino che ha le gambe rotte’. Secondo la giurisprudenza italiana Masì non può sottrarsi al colloquio come persona informata sui fatti. ‘Se non dà la disponibilità – conclude il legale di Fantini – il pm di Forlì che cura l’indagine ha l’obbligo su mia richiesta di convocarlo nell’arco di pochi giorni. In Italia sottrarsi a un lnvito dell’autorità giudiziaria è un reato”.
Antonella Zaghini
La Voce














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