Referendum, vincono i SI. “Bocciatura per il Patto”
[L’Informazione] I sammarinesi hanno abrogato la legge sull’inalienabilità dei terreni dello Stato, Ap: “Inutile girarci intorno, è una bocciatura” Psd, Psrs, Ddc e Su: “Voto politico, sconfessato ll governo” 36,90% di favorevoli sul quorum del 32%. Il 91,31% per l’abrogazione. Solo dopo quasi un’ora dalla chiusura delle urne è arrivato il dato dell’affluenza: i votanti sono 13,330, con un incremento pari al 5,07% rispetto al 2008. Una attesa dolce per i comitati referendari che possono esultare: la legge sull’inalienabilità dei beni dello Stato viene infatti abrogata e il referendum accolto. Raggiungere un quorum con questa legge referendaria, non è certo cosa facile. Il dato che emerge limpido come il sole è che il governo appena un anno fa, ha fatto una legge e il popolo sovrano l’ha abrogata. Un voto che ha una fortissima rilevanza politica, visto che dai partiti di governo c’era stato un chiaro invito a disertare le urne o comunque a votare no. L’opposizione dunque e i comitati elettorali possono cantare vittoria, Per il governo e la maggioranza invece un nuovo motivo di riflessione sul malcontento che serpeggia in Repubblica. Alberto Selva (Ap): “E’ una bocciatura, è giusto fare outing, inutile girarci intorno”. Per Teodoro Lonfernini (Dc) invece “non si può mettere sul piano politico un referendum su un quesito specifico”. Ribatte Simone Celli (Psrs): “Non prendiamoci in giro, è una sonora bocciatura per il Patto per San Marino”. Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Rossi (Su): “E’ un referendum fortemente politico, il messaggio della gente è chiaro e forte”. Le opposizioni parlano di “sconfessione per il governo”. Commossi i promotori Giampaolo Giardi e Augusto Michelotti.
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