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E.C.S.O.: centro storico e rilancio del turismo!

ECSO-logo[c.s.] Bisogna avere il coraggio di osare nella vita, per questo noi di E.C.S.O. proponiamo con insistenza di creare una zona nel paese ( centro storico ) tax free. La cosa è fattibile solo se si fa in una porzione ben precisa del paese e solo su alcuni prodotti, magari in modo rotativo (profumi e vestiti, poi gioielli e bigiotteria ad esempio). Non si può applicare il tax free in tutto il paese e su tutti i settori, pena contrasti con la vicina Italia.

Secondo noi si dovrebbe fare un esperimento su alcuni prodotti per un periodi di tempo limitato, magari usando la SMAC CARD, per poi vedere il risultato.

Si deve dare ossigeno al commercio e al turismo nel centro storico!

Le vendite sono scese del 50% negli ultimi anni e di conseguenza anche i guadagni dei negozianti e dei loro fornitori!

In molti negozi è diventato proibitivo assumere una commessa per poter lavorare e senza commessa gli orari in estate diventano insostenibili per i proprietari ( 10 / 12 ore al giorno 7 giorni su sette ). 

Frncesco F.


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3 Commenti a “E.C.S.O.: centro storico e rilancio del turismo!”


  1. 1cristina

    in alcuni negozi del centro storico c’e’ gia’ il TAX FREE, ma NESSUN negozio fa la ricarica alla smac card, personalmente nn mi servo piu’ in questi negozi.

  2. 2charro

    il fatto e che non ci sono più i commercianti di una volta, quelli che si accontentavano di un guadagno giusto
    che ci sapeva fare con i clienti,adesso tutti vogliono
    guadagni facili e veloci,l’estate scorsa mi sono venuti a trovare dei miei amici di Genova così li ho portati a visitare la città ci siamo fermati in un bar e si è consumato un paio di bibite e dei caffè,e siccome il gestore a notato che l’accento non era dei dintorni,
    a pensato bene di gonfiare il prezzo,quando sono andato a pagare mi sono reso conto che cera qualcosa che non tonava guardando lo scontrino i caffè me li voleva far pagare 3€,allora io gli dissi che questo non e il modo di attirare turisti e lui come scusa disse che si era sbagliato!comunque io nel suo bar non ci sono più andato,
    quindi quando i commercianti piangono che il turismo
    non spende…………guardate i prezzi!!!

  3. 3AndyG

    Posso dire la mia come uno dei pochi (anzi, oserei dire pochissimi) dipendenti SAMMARINESI nel centro storico? Vi lavoro ormai da più di una decade, ed il problema del commercio in centro storico, son proprio i commercianti stessi. L’idea del tax-free in centro male non è, ma quando ci si deve scornare con i commercianti (chiamarli così poi è una parola grossa…) del centro è dura. Molti di loro non vedrebbero il tax-free come mezzo per essere più competitivi, ma solamente come un 15% di introito in più per loro. Poi comunque, quando la stragrande maggioranza dei negozi vende cianfrusaglie comperate dai grossisti (e sulla quale la monofase non ce la pagano, perchè già pagata dall’importatore, quindi il tax-free sarebbe inutile…), il problema sta nella qualità dell’offerta, offerta che si sta abbassando sempre più per rincorrere anche i turisti da 1 euro. qualcuno sta provando a metter su negozi di qualità, con coraggio e spirito d’impresa, ma questi son ancora la minoranza, e vengono scoraggiati dai BAZAR (perchè ogni cosa vuol il suo nome), e dalla merce tarocca. Poi faccio notare una semplicissima cosa, cosa alla quale NESSUNO VUOLE MAI RISPONDERE: come si fa a dire che non si è competitivi, quando le tasse che paga un commerciante italiano toccano quasi il 50%, mentre quello sammarinese (fonti del CGG) non arriva a toccare il 14? C’è uno spread di oltre 30 punti, altro che competitività! Iniziamo a fare controlli seri su merci false e contraffatte e sul lavoro nero (ahi ahi ahi), con sanzioni VERE E PESANTI, in modo da scoraggiare certi tipi di commercianti (la merce falsa è una piaga, poi hai voglia a parlare di vu-cumprà…..) ed a costringerli ad alzare l’offerta commerciale. Innanzi tutto ci vuol merce di qualità: tali negozi devono essere la maggioranza, non come adesso. Basti vedere i mugugni con il piano particolareggiato: nonostante gli incentivi e i prestiti agevolati, andate a vedere in quanti realmente si voglion mettere in regola; nella zona dove son impiegato io 4 su 25!!!!!!!

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