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La Commissione Europea indagherà negli 8 Paesi per capire se ci sono state violazioni dell’accordo del 2003

Tremonti[La Tribuna] Il Ministro dell’Economia chiede che le infrazioni vengano poi sanzionate: dal 2003 è stato evaso il pagamento di ingenti somme che spettavano ai Paesi in cui i depositanti risiedono. Il Commissario Europeo, Semeta, risponde: ispezioni a tappeto nei prossimi due mesi. Doveva essere una semplice presa d’atto quella che i ministri Ecofin (ministri dell’economia dei 27 Paesi europei) stavano per assumere in merito alla riforma della direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio maturati nei regimi in cui vige il segreto bancario, ma Giulio Tremonti non ha condiviso il fatto che alle norme più restrittive pensate dal presidente ungherese del comitato dei ministri, non fossero associate anche le relative sanzioni per i Paesi che non rispettano quanto già definito nel precedente accordo. Le nuove norme sono tese all’individuazione di quei redditi che dal 2003 sono stati ‘schermati’dalle società finanziarie, ma anche celate dai trust, dai fondi di investimento o addirittura dai fondi pensione. Un passaggio fondamentale questo che l’Unione Europea sta definendo per tentare il compromesso fra le posizioni del Lussemburgo e dell’Austria che non intendono cedere sul fronte della riservatezza bancaria fino a quando non verrà convinta anche la Svizzera e quelle degli altri 25 Paesi che invece ormai protendono per l’eliminazione totale di ogni barriera e l’applicazione dello scambio automatico delle informazioni. Tremonti ha bloccato l’approvazione della direttiva gridando allo scandalo poichè risulta secondo le sue stime, che il pagamento dell’imposta spettante al Paese di residenza di chi detiene capitali nei paradisi fiscali è del tutto minima rispetto alle masse effettivamente gestite. Per questo motivo ha chiesto che l’Unione Europea effettui un’indagine immediata capace di mettere a nudo i meccanismi attraverso i quali l’euroritenuta viene evasa e provveda a sanzionare tutti quei soggetti che hanno messo in partica gli escamotage. Il pensiero del Ministro dell’Economia è rivolto principalmente alla Svizzera che ha dovuto incassare una pesante accusa sul numero delle società off shore domiciliate nel Canton Ticino che sarebbero in numero superiore agli stessi abitanti. Ed infatti il ‘trucco’ utilizzato per non pagare la tassa è proprio quello di intestare l’operazione di deposito ad una società extra comunitaria piuttosto che al reale beneficiario, in tale modo il reddito prodotto sfugge a qualsiasi controllo e il fisco della nazione in cui risiede il reale beneficiario viene frodato. “Non e’ stata la Svizzera ad entrare in Europa, ma l’Europa ad entrare in Svizzera” ha detto Tremonti piuttosto alterato dalle ingenti perdite che il fisco italiano ha registrato negli otto anni di applicazione della norma. La decisione è stata categorica: la riforma potrà andare avanti solo se prevederà pesanti sanzioni per i contravventori (istituti di credito) e sopratutto se l’Unione Europea effettuerà l’indagine a tappeto individuando chi ha evaso e provvedendo ad attivare le procedure di infrazione previste dall’accordo. Pronta la risposta del Commissario Europeo, Algirdas Semeta che ha detto come la Commissione Ue stia esaminando lo stato dell’applicazione della direttiva e, nel caso di mancate applicazioni, farà partire già a metà luglio le procedure di infrazione, è infatti questa una possibilità riservata alla Commissione sebbene non siano previste sanzioni specifiche. Gli otto Paesi che hanno goduto gli effetti della direttiva, Andorra, Austria, Belgio, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, San Marino, Svizzera, verranno quindi in questi due mesi posti sotto stretta osservazione e la Commissione potrà sulla base del trattato, richiedere delucidazioni per capire se sono state effettuate violazioni, dopo di chè potrebbe avviare le procedure di infrazione. Sebbene sia la Svizzera questa volta nell’occhio del ciclone, anche per San Marino i prossimi due mesi non saranno certo piacevoli. (R.E.)

La Tribuna


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2 Commenti a “La Commissione Europea indagherà negli 8 Paesi per capire se ci sono state violazioni dell’accordo del 2003”


  1. 1chato

    Tremonti non sa’ proprio più dove andare a prendere i soldi per salvare la sua italietta da quattro lire1Puret!

  2. 2sentenza

    mi sembra tutto molto logico e corretto!Tremonti sa’ quello che fa’,in europa e’ un Autorita’!Basta con i statarelli furbetti…ERA ORA!!

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