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Parco scientifico, Italia Nostra: “Una grande opportunità”

italia-nostra[c.s.] La sezione Italia Nostra di Sestino, sotto la cui giurisdizione ricadono i comuni di Sestino e Badia Tedalda (Toscana) e Casteldelci (Emilia Romagna), si è impegnata sin dall’atto della sua costituzione a promuovere uno sviluppo sostenibile, omogeneo e integrato con l’entroterra pesarese, finalità che può essere perseguita soltanto attraverso una forte politica industriale per la cultura del territorio che consideri la valorizzazione della cultura un fattore di innovazione per le imprese e i servizi, e non un’azione fine a se stessa. Vanno inquadrate in questa prospettiva la collaborazione con l’associazione pesarese “Percorsi ritrovati”, che sarà ufficializzata il prossimo 7 agosto, l’adesione al costituendo Distretto culturale evoluto “Urbino e il Montefeltro” e il rapporto di collaborazione avviato con l’Università degli Studi e il Ministero dell’Istruzione della Repubblica di San Marino grazie al Vicepresidente della sezione, Dottor Marco Renzi. Ciò premesso, la sezione Italia Nostra di Sestino ritiene doveroso informare e sensibilizzare le istituzioni, le forze politiche, le imprese e l’opinione pubblica su un’iniziativa strategica per lo sviluppo dell’entroterra tosco-marchigiano e, più in particolare, dell’alta e media valle del Foglia: il Parco scientifico tecnologico italo-sammarinese. Si tratta di un progetto di cui negli ultimi anni si è a più riprese parlato, ma che è sempre rimasto “lettera morta” a causa della mancanza di un accordo di collaborazione tra Italia e San Marino. Ebbene, lo scorso 14 aprile i due Stati hanno firmato un “Accordo di cooperazione culturale e scientifico” per gli anni 2011-2013, che ha dato il via a una serie di incontri bilaterali – uno si è tenuto a Sestino – tra rappresentanti dei due Governi, delle regioni Marche, Toscana ed Emilia Romagna, delle province di Pesaro e Urbino, Arezzo e Rimini. L’Università di San Marino concepisce il Parco, che a regime impiegherà non meno di 600-770 tra ricercatori e tecnologi per lo più stranieri, come uno strumento capace di sostenere la ricerca delle aziende già esistenti, favorire la nascita di aziende high tech innovative e dare un nuovo impulso al sistema produttivo non solo della piccola Repubblica, ma anche “dell’intero comprensorio del Montefeltro”. I laboratori di ricerca e sviluppo, gli incubatori, le nuove aziende e le residenze saranno concentrati in un’area limitata, non superiore ai 10 ettari, che potrebbe ricadere sul territorio pesarese. Opportunità di lavoro per i giovani, rivalutazione e rilancio culturale del territorio e incremento della competitività delle aziende: sono questi, dunque, i principali benefici che il Parco scientifico sammarinese garantirà al nostro entroterra tosco-marchigiano. La sezione Italia Nostra di Sestino già si è attivata affinché esso possa insistere sul versante pesarese, laddove un ruolo di primo piano deve essere riconosciuto all’Università di Urbino “Carlo Bo”, eccellenza della provincia di Pesaro e Urbino di fama internazionale. La sezione, in conclusione, auspica che la Provincia di Pesaro e Urbino, che molto sta investendo sul benessere interno lordo, inserisca il Parco in oggetto tra le priorità del Piano Territoriale di Coordinamento (Piano strategico Provincia 2020), e che il Distretto culturale evoluto “Urbino e Montefeltro”, coerentemente con la sua mission, avvii un serio approfondimento sul tema, anche sotto il profilo delle criticità (es. viabilità), nonché un’azione di informazione e sensibilizzazione nei confronti delle imprese e dell’opinione pubblica.

Il Presidente
Dr. Gabriele Cevasco


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