Filatelia, emissione congiunta San Marino – Giappone
[c.s.] L’Azienda Autonoma di Stata Filatelica e Numismatica trasmette le informazioni relative alla prossima emissione filatelica congiunta San Marino – Giappone. Il foglietto è composto da quattro francobolli del valore di € 1,50: in alto a sinistra il francobollo rappresenta la Prima Torre e l’opera di Vittorio Pochini “La Repubblica”, a destra è rappresentato il Castello giapponese di Himeji; nei francobolli in basso, a sinistra il dipinto di Emilio Retrosi “L’apparizione di San Marino al suo popolo”, a destra il dipinto Tokaido-Gojyusantugi “Nihonbashi in the Morning”. In ciascun francobollo le legende “SAN MARINO” e il valore “1,50”. Il foglietto è completato in alto dalle bandiere di San Marino e del Giappone, in basso dai dipinti “Donna giapponese” di Utamaro Kitagawa e “Santa Maria Maddalena” di Francesco Menzocchi. A completare le legende “Emissione Congiunta San Marino Giappone”, le legende descrittive dei soggetti rappresentati sul foglietto, l’Istituto che ha curato la stampa, l’anno di emissione e il nome dell’autore del bozzetto “Motoharu Morita”.
Breve descrizione delle legende, indicate nel foglietto:
1) Vittorio Pochini (Firenze), La Repubblica (1899) – terracotta policroma, alt. cm. 110 x 100 x 65 – Inv. nr. A/394 – San Marino, Museo di Stato e Prima Torre
La statua, oggi collocata nell’atrio del Museo di Stato, è stata realizzata e donata dall’autore allo Stato sammarinese durante la Reggenza di Federico Gozi e Silvestro Vita nel semestre 1° ottobre 1899 – 31 marzo 1900. Trattasi di una raffigurazione allegorica della Repubblica di San Marino, che viene rappresentata dallo scultore fiorentino nelle sembianze di una giovane e fiera guerriera con il capo cinto da una corona turrita mentre sorregge uno scudo, su cui campeggiano le tre torri, e un vessillo bianco-azzurro con la scritta dorata LIBERTAS, noti emblemi dello Stato sammarinese. La Prima Torre, “Rocca” o “ Guaita” (XI secolo) e’ la maggiore e la più antica delle tre Torri del Monte Titano; caratterizzata da due cinte murarie difensive, la più interna delle quali racchiude la Torre Campanaria, la Casermetta che anticamente ospitava il corpo di guardia e la Torre della Penna;
2) Himeji-Jo, castello Himeji
Il castello (jo in giapponese) Himeji è stato eretto sulle montagne Hime e Sagi, nella città Himeji, a 650 km a ovest di Tokyo . Famoso per la sua bellezza, è anche chiamato castello Shirasagi o castello dell’Airone Bianco. Ultimato nel XVII secolo, fu eretto come castello di difesa. Fa parte dei Tesori Nazionali del Giappone e rientra tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Il castello ha una parte superiore in legno famosissima per essere di rara bellezza;
3) Emilio Retrosi (Roma 1858-1911), L’apparizione di San Marino al suo popolo (1894), Tempera murale, alt. m. 4,22 x 9,30 – San Marino, Palazzo Pubblico – Sala del Consiglio Grande e Generale
Il grande dipinto murale, che occupa l’intera parete di fondo della Sala del Consiglio e sovrasta il Trono della Reggenza, fu commissionato al pittore romano E. Retrosi nel 1984, quando la costruzione del nuovo Palazzo Pubblico volgeva ormai al termine. Raffigura il Santo Protettore Marino che, alle falde del Monte Titano, appare al suo popolo per lasciargli la sua eredità ideale di libertà e indipendenza, eredità sintetizzata nelle parole vergate sul libro che mostra agli astanti: “RELINQUO VOS LIBERO AB UTROQUE HOMINE”(liberamente tradotto: “Vi lascio liberi da entrambi i poteri: quello temporale e quello religioso”). Raffigurato all’interno di un nembo dorato affiancato da due angeli come in una visione ieratica, il Santo occupa il centro della scena circondato dal suo popolo suddiviso in due gruppi: sulla destra i maggiorenti dello Stato preceduti dai due Capitani Reggenti ritratti nell’atto di giurare fedeltà alle sue parole, sulla sinistra una moltitudine di persone di ogni età, sesso e mestiere su cui si innalzano gli stendardi dei tagliapietre e degli artigiani, che ascoltano intenti e devoti le parole del Santo.
4) Tokaido-jo jusantsugi “Nihonbashi”
Tokaido è il nome della strada che collega Tokjo a Kyoto (formale capitale del Giappone), con 53 fermate. Il ponte Nihonbashi, a poca distanza dalla stazione di Tokyo, attraversa uno dei canali che un tempo veniva usato per trasportare merci e generi alimentari. Il ponte inizialmente di legno fu fatto costruire agli inizi del XVII secolo per volontà dello shogun Ieyasu Tokugawa il quale decise che sarebbe stato il punto di partenza delle cinque grandi arterie (Tokaido la più usata) che conducevano fuori città e il punto da cui si sarebbero misurate tutte le distanze. Il ponte, bruciato 10 volte, è stato poi costruito in pietra.
Il ponte di Nihonbashi è anche l’opera d’arte più importante e rappresentativa di Utagawa Hiroshige (1797-1858) uno dei più grandi artisti giapponesi di ogni tempo che dipinse il paesaggio di mattina del ponte di Nihonbashi con una sfilata di Daimyo, personaggio dell’alta aristocrazia.
5) Donna giapponese
Utamaro Kitagawa (1753-1806) è un pittore – disegnatore specialista nelle stampe ukiyo-e (stampa a blocchi di legno) e della xilografia giapponese; noto per i suoi ritratti di sensuali bellezze femminili, di ogni classe e tipo. La Donna giovane è il tipico tipo di ritratto che faceva l’artista.
6) Francesco Menzocchi (Forlì 1502-1574), Santa Maria Maddalena (1535 ca.), tavola del Polittico con la Sacra Famiglia, santi e scene della vita di Gesù – olio su tavola, alt. cm.106 x 39 – Inv. nr. A/39/c
San Marino, Museo di Stato
Scomparto laterale destro del polittico con la Sacra Famiglia, la tavola con La Maddalena ha come ‘pendant’ una splendida raffigurazione del Santo Marino che sorregge nelle mani la città e che attesta la committenza sammarinese dell’intera opera. Il polittico infatti, secondo la tradizione, ornava originariamente uno degli altari dell’antica Pieve di San Marino per il quale fu verosimilmente commissionato e dove rimase fino al 1826 quando l’edificio, ormai vetusto e pericolante, fu abbattuto per far posto all’attuale Basilica. Trasferite nella Sala del Consiglio del vecchio Palazzo Governativo, le nove tavole che componevano il polittico vennero in seguito prelevate per essere sottoposte a restauro e successivamente incluse nella collezione del “Museo Governativo”, dopo essere state ricomposte in una nuova cornice commissionata nel 1871 al pittore romano Luigi Cochetti. Il polittico che nel corso degli anni ha avuto diverse illustri attribuzioni, fra cui quella più nota a Giulio Romano, oggi viene con sicurezza assegnato al forlivese Francesco Menzocchi (1502-1574), giovane e promettente allievo del già famoso architetto e pittore Girolamo Genga, che all’epoca era in stretto rapporto con la Repubblica sammarinese per essersi imparentato con la nobile e influente Famiglia Belluzzi.
- Data emissione: 17 marzo 2010
- Valori: un foglietto contenente quattro valori da € 1,50
- Tiratura: n. 120.000 foglietti
- Stampa: offset a sei colori a cura di Cartor Security Printing
- Dentellatura: 13×13 ¼
- Formato del foglietto: 113×153 mm
- Formato dei francobolli: 40×30 mm
- Autore del bozzetto: Motoharu Morita
Testi 1)-3)-6): L’Esperto Museo e B.C. Dott.ssa Anna Simoncini, Museo di Stato di San Marino
REPUBBLICA DI SAN MARINO
AZIENDA AUTONOMA DI STATO FILATELICA E NUMISMATICA





























Io trovo SPLENDIDE le due nuove monete in argento: era ora, dopo anni di emissioni tutto sommato discutibili