Sanità e doppi incarichi, precisazioni dall’ISS
[c.s.] Riguardo all’articolo apparso oggi su “La Tribuna” (che riportiamo in calce, ndr), concernente la presunta attività libero professionale svolta da alcuni medici dell’ISS (posto che la condizione di “fuorilegge” può essere determinata esclusivamente da un Giudice a seguito di un’azione giudiziaria), occorre precisare come, la suddetta attività, consentita dall’art.3 del Decreto n.153 del 1991, sia limitata a certe condizioni.
La prima di queste è che l’attività professionale debba essere svolta in regime di consulto (per straordinarietà tuttavia si intende la singola prestazione verso il singolo richiedente non la frequenza del medico presso una struttura).
La seconda è che la consulenza può essere espletata, anche in via continuativa, a seguito di apposita convenzione tra ISS e struttura pubblica o privata.
Il Comitato Esecutivo dell’ISS, dopo un percorso di confronto con le Organizzazioni Sindacali, i Professionisti e di concerto con La Segreteria di Stato, ha elaborato una proposta di Regolamento le cui linee guida verranno approvate a breve dal Comitato Esecutivo stesso e costituiranno il livello comune di esercizio dell’attività libero professionale consentita e promossa sempre con i limiti fissati dalla norma e cioè fuori dall’orario di servizio presso l’ISS e senza alcun detrimento alle attività dell’Istituto.
Poiché il Decreto citato offre un quadro generale di riferimento e non affronta le definizioni specifiche e le particolarità dell’esercizio della libera professione, tutto questo ha fatto si che la norma potesse essere oggetto di più interpretazioni e così dal 1991 ad oggi, sulla base della sola disposizione normativa citata, si sono stratificate attività professionali in territorio e fuori territorio.
Per tale motivo, e per compensare la vacanza regolamentare durata troppo tempo, in questi ultimi tre anni sono state instaurate convenzioni specifiche con strutture private, attraverso cui l’Istituto offre prestazioni a terzi mediante propri medici in regime di libera professione. In questo modo i professionisti mantengono vive le loro competenze professionali con beneficio complessivo per l’ISS e, in ultima analisi, anche per gli assistiti stessi.
Le attività instaurate precedentemente, alcune delle quali da molto tempo, e ancora in corso, a causa della vacanza regolamentare a cui si è accennato in precedenza, saranno gradualmente ricondotte alle linee guida summenzionate.
Ufficio Relazioni Pubbliche ISS
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L’articolo pubblicato oggi da La Tribuna
Sanità e doppi incarichi, un fenomeno più che diffuso fra i medici di San Marino
La lettera arrivata a Sinistra Unita e la conseguente nota stampa del partito ha aperto nel Paese una questione piuttosto sentita, sia a livello professionale che morale, riguardo ai doppi incarichi nella sanità di casa nostra. Pronte arrivano le repliche dei due soggetti professionali presi in causa: InScientiaFidens da un lato e l’ISS dall’altro. La società privata, da canto suo, dichiara che “accettando la proposta, il Dott. Claudio Muccioli ha evidentemente verificato la compatibilità del ruolo assunto con quello ricoperto presso la sanità pubblica. InScientiaFides ha inoltrato espressa domanda di convenzione con ISS ed è tuttora in attesa di risposta. ISF peraltro sottolinea l’assoluto ed apprezzato rigore professionale evidenziato in questo periodo dal Direttore Medico”. Per quanto riguarda invece la figura di Raschi la società parla di situazione molto diversa: “Il Dott. Gabriele Raschi presiede il comitato etico della Fondazione InScientiaFides a titolo gratuito. -commentano- Siamo solidali con il Dott. Raschi, chiamato in causa con superficialità e non conoscenza delle realtà, e lo ringraziamo per il tempo e la competenza che mette a disposizione della Fondazione”.
La posizione dell’ISS
Diverso invece il tono usato dal direttore generale dell’Istituto di Sicurezza Sociale, Paolo Pasini, che parla di regolarità solo nel caso di doppi incarichi dirigenziali all’interno delle strutture organizzative dell’ISS, come nel caso di Direttore di Dipartimento, o di Direttore Generale, Direttore ad interim del Servizio Minori. “Questi, regolarizzati dal decreto 01/2010 e autorizzati dal Congresso di Stato – spiega Pasini – non prevedono alcun compenso aggiuntivo rispetto all’incarico principale posseduto”. Diverso è certamente il caso di un Dirigente pubblico che esercita da Direttore Medico presso una società privata: “Non sono consentiti – puntualizza infatti- i doppi incarichi di direzione sussistenti contemporaneamente presso l’ISS e presso strutture private. Attualmente, i casi di pertinenza ISS sono oggetto di verifica per apprenderne l’effettiva sussistenza e la natura dei medesimi. A seguito di ciò verranno intrapresi, in quanto applicabili, gli opportuni provvedimenti di legge.”
La legge del ‘91
L’ISS parla inoltre dell’attività di libero professionista che fa consulto e consulenza presso strutture private. “Questa – continua la nota – è prevista nei limiti dell’art.3 de l l a l e g g e 153 de l 16/12/91”. L’articolo, che siamo andati a ricercare nell’archivio leggi della Repubblica, dice che “E’ consentito al corpo sanitario sammarinese di esercitare l’attività di consulto e consulenza professionale da svolgersi nell’ambito di strutture pubbliche o private giuridicamente riconosciute. Le attività di consulenza e professionali debbono essere effettuate fuori del normale orario di lavoro e non devono compromettere il buon andamento dei servizi. Gli introiti derivanti dall’attività di consulenza e prestazioni professionali intramurarie saranno divisi fra l’Istituto per la Sicurezza Sociale e coloro che hanno svolto l’attività professionale sulla base di percentuali…”.
Consulenza o seconda professione?
Quindi ad un medico pagato dall’ISS non è permesso avere una seconda professione a tutti gli effetti presso una o più cliniche private, ma è solo consentito esercitare una consulenza in strutture giuridicamente riconosciute, fuori dall’orario di lavoro. Bisogna capire ora la differenza fra seconda professione e consulenza. Quest’ultima, per dichiararsi tale, deve avere il carattere di una prestazione straordinaria, come nel caso in cui un medico abbia bisogno di un secondo parere per una diagnosi particolare e chiami dunque un collega, appunto per un consulto. In questo caso si tratta di un episodio straordinario, un rapporto non continuativo. Quello che invece fanno molti, moltissimi medici a San Marino (i sondaggi parlano di circa il 50% dei professionisti del nostro Ospedale di Stato) è una vera e propria prestazione continuativa ed ordinaria, che perde dunque ogni peculiarità della consulenza. In questo caso i medici percepiscono a tutti gli effetti un secondo stipendio oltre a quello regolarmente percepito dall’ISS, e ciò crea anche un ulteriore problema, ovvero il controllo da parte del fisco, che in questo modo risulta impossibile.Lucia Righi
La Tribuna Sammarinese














Ci sono medici che regolarmente svolgono attività presso strutture convenzionate in mattinata e nel primo pomeriggio, certamente fuori dall’orario di lavoro…. poi completano l’orario di lavoro dalle 17 in poi…. fate le vostre considerazioni! Io credo che invece di aumentare le loro competenze professionali a favore degli assistiti sammarinesi aumentino il loro portafoglio, in parte quello dell’ISS e…. sospetto che in queste convenzioni ci sia anche qualche intrallazzone che ci guadagna un bel pò!!!!!!!!
Non è possibile che rimanga sempre tutto impunito ma dove sta l’eccellenza della nostra sanità così tanto decantata se vengono permesse queste cose. Mi sembra inoltre molto strano che solo alcuni giornali riportino queste notizie mentre altri molto attenti a scandali e truffe se ne stiano completamente in silenzio. Mah !!!! i misteri del giornalismo.