Roberti, ex socio di Banca commerciale, annuncia: “Se ci sono state discriminazioni nella vendita faccio causa”
[NQRimini] Nell’ultimo consiglio grande e generale non sono mancati toni accesi, riflessioni e attacchi. E durante il dibattito, il segretario Marco Arzilli ha fatto il nome di Giuseppe Roberti, accostandolo ai cosiddetti “poteri forti”. E lei Roberti cosa ne pensa? “Ma quali poteri forti. Non ho aziende, non ho società a San Marino né imprenditori che mi coprono le spalle. Non sono “ricco e potente”. Ma comunque dicono che lei abbia il potere di fare e disfare i governi sammarinesi. “Sono loro che mi accusano e dicono questo. Io non l’ho mai detto e se lo dicono lo fanno non tanto per colpire me, ma per colpire quelli che pensano essere i mie amici politici. E qui ci tengo a precisare che i miei amici politici sono in tutto l’arco costituzionale non certo in un singolo schieramento. Comunque se avessi detto che ho la capacità di condizionare i politici avrei offeso io stesso la classe politica sammarinese. Chi mi accusa di influenzare la politica, quindi, offende le istituzioni del Paese giudicandole profondamente influenzabili”. Lei però ha un incarico diplomatico per San Marino? “Sono ambasciatore a disposizione. Frequento San Marino da 20 anni. Ho antenati sammarinesi, mia mamma è una Martelli. Certo c’è stato un periodo della mia vita che grazie al fatto di essere uno stretto collaboratore di un grande uomo politico e amico di San Marino, mi riferisco a Nino Cristofori (deputato alla Camera per sette legislature, sottosegretario nei governi Moro e alla presidenza del consiglio con Andreotti e ministro del Lavoro nel Governo Amato ndr.). E nel mio piccolo ho fatto in mio potere per aiutare la Repubblica di San Marino. Ricordo che al mio giuramento nel 2005, come ambasciatore a disposizione c’erano esponenti politici di ogni schieramento. In quell’occasione, il segretario di Stato, Fabio Berardi, all’epoca agli Esteri, disse che quel riconoscimento mi era dovuto se non altro per tutto quello che avevo fatto per il Paese”. E ora però attaccano lei. “Ora mi dicono che vado a Roma a vantarmi di fare i governi sammarinesi quando si sa che per motivi di salute non posso viaggiare”. Parliamo adesso della vicenda Banca Commerciale recentemente passata ad Asset Banca dopo un periodo di amministrazione straordinaria. “Sono stato tra i fondatori di Banca commerciale sammarinese con vari incarichi nel Cda fino a circa 10 mesi fa, quando i soci di maggioranza mi hanno detto che la mia presenza non era gradita a certi mondi, forse politici, e quella era stata la ragione dell’ispezione e dell’accanimento di Banca centrale. Quindi per il bene dell’istituto sono uscito anche dalla proprietà”. Quale quota aveva? “Avevo il 5 per cento”. Ma Bcs è stata al centro di diverse polemiche e articoli di stampa. Si è parlato di galassia Bcs con legami vari verso finanziarie anche recentemente all’attenzione della magistratura. “Io non ho mai avuto partecipazioni in nessuna finanziaria che ha lavorato con Banca commerciale. Non ho mai conosciuto personalmente clienti della finanziaria e quando ho avuto sentore che qualcuno potesse essere in odore di riciclaggio o associazione mafiosa li ho prontamente allontanati. Poi mi stupisce l’insistere su questa “galassia Bcs” a voler far credere che Bcs avesse chissà quali diramazioni. Al massimo Bcs era una stellina e non una galassia. Ho come l’impressione che tutto ciò sia un modo per distogliere l’attenzione dalle drammatiche indagine giudiziarie che stanno coinvolgendo San Marino. Si sta cercando qualcuno da colpire. E io ho già ricevuto telefonate minatorie con minacce di morte cosa da me segnalate alle autorità italiane”. Ma lei si sente di avere responsabilità? “Se sapessi di averle sarei in dolo. Non escludo di aver fatto degli errori o essere stato ingannato. Ma non dimentichiamoci che quando c’è stata la famosa truffa ai danni di Bcs di 20 milioni di euro, il presidente era Marcello Malpeli, sui cui integrità, moralità e capacità non ci sono dubbi. Se è stato ingannato lui, posso esserlo stato anche io. Voglio comunque precisare che non sono un vigliacco, che non ho nascosto capitali e che non sono un omertoso. Se sarà richiesto, magistratura e istituzioni avranno la mia disponibilità totale”. Un’ultima domanda, cosa ne pensa del passaggio di Bcs a Asset “Penso sia un fatto positivo, anche se mi giungono voci di alcuni atti discriminatori. Se veri, non posso escludere una mia azione legale contro gli ultimi soci della Bcs”.
ANNA DE MARTINO
NQRimini














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