San Marino, “La Donna è mobile”, muta e idiota
[c.s.] di Tullio Vittorio Giacomini. Tele che dovrebbero apparire ed altre che scompaiono.
“C’è un nemico delle donne in San Marino?! C’è!- Siede nelle stanze dei bottoni. Non si vede bene e tuttavia si crede eguale agli dei. A quelli celeberrimi per gli studi sull’arti figurative. E con la sua mal riposta presunzione riesce, tuttavia, a “circuire”il buon senso dei due Ministri che promuovono arti e turismo. Questo “nemico” delle donne ( e si leggerà perché) decide eventi d’arte come fiori radicati al terreno che notoriamente appartiene ad altri misogeni di qualità. E spiegare un tale assunto non è difficile. Perché, soltanto in questi giorni, sono apparse incredibili notizie su quelle che dovrebbero essere grandi mostre d’arte, indette da Morri e Berardi, per i mesi che verranno. Questi i titoli che sembrano dicerie di un farlocco: “La luce e la realtà, Capolavori del ‘600 da Caravaggio a Guido Reni “ – “Principesse e Ambasciatori, i volti della diplomazia del passato”-“ La Donna è Mobile, omaggio alle donne nella pittura dai primitivi al 900”. Stando le altezze di tanto genio che simili titoli ha dettato ai due Ministri, non si resiste al piacere di commentarli. Anzi! Di commentare in primis il più “becero. Becero?… proprio così! Ma come si può , non solo in San Marino, ignorare che la cantata Verdiana, è un insulto alle donne (prive d’accento e di pensier…); è un pretesto per oscene e sceme battute!; per far dire che “il Mobile con le Tette” si fa tarlare; ha il buco, della serratura!, quindi (e absit iniuria verbis) la “in-chiavano” . E che dire, poi, della stupefacente “Insegna” di Luce e Realtà? Perché non prova il singolare -stavo per scrivere singol- personaggio a restare seminudo al sole d’agosto, per provare che, dopo 3 ore, la luce l’ha fatto tutto rosso per una concreta luminosità che abbrucia. Ed è tanto! Ma tanto “Realtà”?
E, dai “titoli peregrini”, non si può non passare all’oggetto degli stessi titoli. Come fa uno Stato serio far credere all’uditorio che si possa importare un Caravaggio, sia pure e soltanto per decine di giorni?! Far credere d’importarlo, il Caravaggio,in questo periodo di crisi, e di importanti tele d’arte antica che entrano (dall’Italia) in celebrate “sammarine gallerie” e ne escono , pericolosamente!!, per non si sa dove?! Chi paga o pagherebbe, ad esempio, certe assicurazioni e non soltanto queste? Mistero….-. Ma , misteri a parte, sempre a proposito del “Misogino signore” -che officia le “grandi operette” del galateo cerimoniale- c’è da dire che lo stesso non disdegna di intingere la sua penna nell’inchiostro altrui. E chi scrive deve, così, decadere nel fatto personale. Perché “il cerimoniere di Stato”, che “suggerisce” alle Segreterie alla Cultura ed Al Turismo i programmi espositivi -ignorando i diritti degli uffici museali preposti alla vitalità delle arti visive in Repubblica-…. Forse non disdegna il plagio. Già! La sua idea di programmare l’esposizione intitolata “La donna è mobile, omaggio alle donne nella pittura dai primitivi al ‘900” è, sic! et simpliciter, una variazione plagiante del mio “cartiglio”, dato nell’estate scorsa, alla Dottoressa Francesca Brugnettini. Cartiglio che cosi suona e suonava!: “Madonne, Donne e Libertine nella pittura dal 600 ai nostri giorni”. Cartiglio pensato per un’esposizione infatti già programmata, inserita in un prestigioso luogo deputato di San Marino e dotata di eccellenti e stupefacenti tele. E dunque corredata di eventi culturali “concentrici” e narrata, all’inaugurazione, da esperti di fama mondiale. Ma, l’idea a suo tempo resa pubblica dalla Dottoressa e giornalista Francesca Brugnettini in una intervista sul settimanale Fixing, non deve essere sfuggita al bravo “regista” di certe cerimonie. Quindi …. ai fatti la facile sentenza! E… ci sarebbe dell’altro da svelare. Ma le parole restano impigliate nel pudore che si confronta con la pena per altre “male nuove” su opere d’arte “smarrite” sul Titano. Opere d’arte che -dovendo accendere le fiamme rosse del fuoco culturale, capace d’incendiare la promozione umanistica in San Marino- potrebbero viceversa accendere certe Fiamme Gialle italiane. Fiamme che da tempo raffreddano!!… il buon nome, appunto!, di San Marino!!”
Tullio Vittorio Giacomini














Tullio Giacomini, il più sammarinese dei sammarinesi. Una penna che infastiodisce gli ignoranti.