Proteggere le opere d’arte di Domagnano: le istituzioni si mobilitano
[Tribuna] Mentre la Procura di Torino ci prova a mettere le mani sul Crocefisso di Michelangelo chiuso per due anni nella cassetta di sicurezza dell’Euro Commerciai Bank, anche da San Marino gli organi istituzionali non stanno con le mani in mano. La partita è troppo importante e non possono essere fatte mosse sbagliate. L’atto giudiziario del sostituto procuratore torinese, Giuseppe Ferrando, riguarderebbe ‘l’esportazione clandestina di opera d’arte’, un reato contestabile a chiunque sottragga opere che sono collocate sul territorio italiano a titolo definitivo. Un atto di proprietà dimostrabile di un soggetto giuridico o di una persona fisica residente sul territorio italiano oppure una donazione in via definitiva, ma anche l’assegnazione in uso a tempo indeterminato, sono questi i documenti che la procura torinese dovrebbe produrre se intende dimostrare che il Crocefisso è uscito dall’Italia illegalmente, a meno che non si dimostri che il Crocefisso è frutto di un’attività illegale attribuibile a Ugolini sul territorio italiano. Se ci si riferisce invece al periodo precedente il 1979, quando per opera di Ugolini il Cristo entrò in Italia, con il consenso dell’ambasciata italiana a Beirut, per essere valu- tato e restaurato, la procura dovrebbe dimostrare che prima di quella data l’opera si trovava già in Italia facendo riferimento ovviamente a tempi recenti e non certo all’epoca in cui visse Michelangelo, perchè altrimenti anche la Gioconda dovrebbe essere riportata in Italia. La richiesta di sequestro è quindi da valutare legalmente e non può produrre automaticamente l’avvio della pratiche di consegna dell’opera magari attivando la procedura di confisca. Starà al Tribunale Commisariale decidere se la richiesta è più o meno motivata. Nel frattempo però anche un altro organo sta attivandosi per proteggere sia il Crocefisso che le altre opere d’arte ritrovate nella cassetta di sicurezza. Giovedì scorso si è infatti riunita la Commissione per la conservazione dei monumenti e delle opere d’arte proprio per esaminare il caso in questione. Non si conoscono ancora le deliberazioni adottate, ma è certo che nel corso del dibattito tutti i commissari abbiano convenuto unanimemente di attivare gli strumenti che la Ccm possiede per pormettere re sotto tutela le opere. Ovviamente dovrà essere richiesto prima un parere legale, ma è certo che ci sia la precisa volontà di appellarsi alle norme di tutela previste dalla legge del 1919. Una legge pensata ed approvata dal Consiglio Grande e Generale proprio alla luce del guaio capitato poco prima con la dispersione del tesoro della principessa Gota ritrovato a Domagnano. Di quel tesoro di inestimabile valore, a San Marino resta solo una borchia, mentre grandi musei europei possono vantare il possesso delle aquile considerate i più importanti oggetti conosciuti risalenti alla cultura gota. L’esperienza insegna che nel campo delle opere d’arte occorre essere vigili,ma sopratutto non arretrare mai neppure di un passo nell’azione di tutela.
(R.E.)
Tribuna














0 Commenti a “Proteggere le opere d’arte di Domagnano: le istituzioni si mobilitano”