TOP NEWS     CRONACA     SPORT      GIOCHI     ECONOMIA     POLITICA     ATTUALITA'     EVENTI     CULTURA     INTERVENTI      rss

Asset Banca   auto San Marino   Banca CIS     Ricerca Hotel   TMS - Telefonia Mobile Sammarinese   APAS Associazione Protezione Animali Sammarinese

ANIS. L’Assemblea Generale – Istanze d’Arengo – Richieste, proposte e criticità – Treni da non perdere

ANIS[c.s.] L’Assemblea Generale. Tra poche settimane, la data ufficiale non è ancora stata fissata, l’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese si riunirà per l’Assemblea Generale Straordinaria. All’ordine del giorno, il rinnovo degli organismi dell’Associazione. Come previsto dallo Statuto, il Presidente alla conclusione del mandato triennale non può essere rieletto. Di conseguenza in questi giorni inizia il lavoro del Comitato dei Saggi (Simona Michelotti, Franco Capicchioni e Roberto Valducci) che, nominati dal Consiglio Direttivo, sono chiamati a consultare i Soci e poi a contribuire alla formazione della “squadra” che guiderà l’ANIS nei prossimi tre anni. Oltre al rinnovo delle cariche, l’Assemblea servirà per fare il punto con gli imprenditori sammarinesi su tutti i temi più importanti sul tavolo.
Istanze d’Arengo
Diverse proposte di ANIS per far fronte alla grave situazione sono state trasformate in proposte di legge di
iniziativa popolare. Dodici Istanze d’Arengo su altrettanti argomenti sono state presentate nel corso del 2011,
sette in aprile e altre cinque in ottobre. Complessivamente rappresentano un progetto di rilancio per
l’economia del Paese.
Di queste dodici Istanze due sono state approvate, quella sul “Sistema di vigilanza e controllo delle persone
fisiche e giuridiche” e quella sui “Rapporti con l’Unione Europea”. Altre hanno dato il là a Ordini del giorno
consiliari o altre iniziative analoghe (ad esempio quella sull’introduzione del Sistema Iva o sul Parco
scientifico e tecnologico). In alcuni casi invece la risposta della politica è stata deludente, malgrado le Istanze
chiedessero iniziative concrete e coraggiose per il rilancio dell’economia e per la riduzione delle inefficienze
del Sistema Paese, ne citiamo un paio su tutte, quella per il pareggio di bilancio e quella per una
riorganizzazione sostenibile della PA.
Ecco gli argomenti delle Istanze d’Arengo
APIRLE 2011
• Accordo di Cooperazione con l’Italia (bocciata)
• Rapporti con l’Unione Europea (approvata)
• Sistema di vigilanza e controllo delle persone fisiche e giuridiche (approvata)
• Introduzione del sistema IVA (bocciata ma approvato Odg consiglio)
• Istituzione dell’Agenzia per il Lavoro (bocciata)
• Polo Scientifico e Tecnologico (bocciata ma approvato Odg consiglio)
• Rappresentatività OOSS dei lavoratori e dei datori di lavoro (bocciata)
OTTOBRE 2011
• Legge per il pareggio di bilancio (bocciata)
• Completamento norme sugli appalti pubblici (bocciata)
• Agenzia per lo sviluppo economico (bocciata)
• Riduzione delle Festività (bocciata)
• Riordino della Pubblica amministrazione (bocciata)
LE 12 ISTANZE D’ARENGO IN SINTESI
1) Accordo di cooperazione con la Repubblica Italiana (BOCCIATA)
Si è chiesto alla politica di compiere ogni azione utile per giungere quanto prima all’accordo di
collaborazione e scambio di informazioni con la Repubblica Italiana, e quindi uscire dalla “black list”.
Contestualmente, per intensificare e condividere lo sforzo, viene richiesta l’istituzione di una Commissione
Consigliare per i rapporti con l’Italia, nella quale inserire anche i rappresentanti delle forze sociali.
2) Rapporti con l’Unione Europea (APPROVATA)
Viene chiesta l’istituzione di un Gruppo di lavoro permanente per l’Europa, di natura mista
(pubblico/privato). Inoltre si è chiesta la revisione dell’accordo di unione doganale del 1992, che
consentirebbe già a San Marino di costituire una propria Dogana, e l’introduzione della certificazione
comunitaria AEO (sistema di certificazione per la semplificazione delle procedure doganali).
3) Sistema di vigilanza e controllo delle persone fisiche e giuridiche (APPROVATA)
Si è chiesto di migliorare e rafforzare decisamente l’azione per il contrasto alla illegalità e alla malavita
organizzata, anche attraverso un potenziamento del coordinamento delle varie forze in campo e la
collaborazione con autorità estere più esperte. Inoltre tale attività dovrà essere seguita periodicamente con
riferimenti (semestrali/annuali) in Consiglio Grande e Generale.
4) Introduzione del sistema IVA a San Marino (BOCCIATA, ma c’è studio di fattibilità)
L’introduzione del sistema IVA è considerato da ANIS un intervento urgente, che porterebbe indubbi vantaggi:
l’allineamento agli standard internazionali, la semplificazione degli scambi commerciali, maggiori entrate
per il Bilancio dello Stato.
Malgrado la bocciatura dell’Istanza, il Consiglio ha approvato un Odg che impegna il Governo a elaborare uno
studio di fattibilità.
5) Agenzia per il Lavoro (BOCCIATA)
L’Istanza chiedeva la trasformazione dell’Ufficio del Lavoro in una vera Agenzia per il Lavoro, snella ed
efficiente, in grado di utilizzare gli strumenti informatici e la pubblicità degli atti tipica delle agenzie
europee. La Commissione per il Lavoro ed il Segretario di Stato per il Lavoro non si dovrebbero occupare della
gestione quotidiana ed individuale del collocamento.
6) Parco scientifico e tecnologico (BOCCIATA, ma approvato Odg in Consiglio)
L’Istanza chiedeva un’accelerazione nei tempi di realizzazione del PST, progetto da portare avanti in sinergia
con le Regioni limitrofe che potrebbe avere risvolti positivi anche sotto il profilo delle relazioni con l’Italia.
7) Legge sulla trasparenza delle iscrizioni alle OOSS dei lavoratori e dei datori di lavoro (BOCCIATA)
Si è chiesto semplicemente di conoscere la consistenza degli iscritti alle varie organizzazioni sindacali, al fine
di conoscerne il peso in termini di rappresentatività. L’Istanza è stata bocciata ma c’è l’impegno ufficiale ad
andare a normare l’argomento all’interno della riforma del mercato del lavoro.
8) Sostenibilità del Bilancio dello Stato (BOCCIATA)
ANIS ha appoggiato un’articolata Istanza d’Arengo riguardante il Bilancio dello Stato, una delle principali
criticità con cui San Marino dovrà fare i conti nei prossimi anni. L’Istanza chiedeva di inserire mediante legge
qualificata l’obbligo del pareggio di bilancio e una graduale riduzione della spesa corrente dall’attuale 90%
al 70% nell’arco di 8 anni. Inoltre si chiedeva di istituire un Fondo di riserva straordinario per gestire
momenti di difficoltà e un Fondo unico per gli investimenti, e l’implementazione delle procedure per la
formulazione del bilancio in tempo reale.
9) Appalti pubblici di lavori, servizi e forniture (BOCCIATA)
L’Istanza chiedeva il completamento delle norme su appalti e forniture pubbliche, che oggi presentano
lacune e problematicità che vanno a danno delle imprese. L’obiettivo è quello di dare effettiva trasparenza,
garantire legalità e pari condizioni di competizione, al fine di perseguire qualità ed economicità.
10) Riduzione del numero delle festività (BOCCIATA)
Dati alla mano, a San Marino ogni anno si lavorano molte meno ore rispetto all’Italia. Riducendo il numero
delle festività, o spostandone alcune alla domenica (sono cinque in più) come chiedeva l’Istanza, si potrebbe
attenuare il disagio nei rapporti commerciali delle nostre imprese rispetto a quelle esterne. Questo
provvedimento sarebbe ancora più efficace se contestualmente nei contratti venissero introdotte nuove
norme sulla flessibilità e sugli orari di lavoro. Malgrado il parere favorevole del Governo, il Consiglio Grande e
Generale non ha ritenuto opportuno approvare l’Istanza.
11) Agenzia Sviluppo economico (BOCCIATA)
L’Istanza chiedeva la creazione di un’Agenzia per lo Sviluppo economico, ovvero un coordinamento delle
attività di sviluppo, che prevedesse anche la partecipazione delle maggiori rappresentanze private, ovvero
quelli che dovrebbero essere i protagonisti diretti dello sviluppo. Il Governo ha deciso comunque di dare vita
ad un organismo analogo, la cui composizione tutta politica ci lascia perplessi.
12) Riordino della Pubblica Amministrazione (BOCCIATA)
ANIS ritiene insufficiente la risposta che è stata data con la riforma della Pubblica amministrazione. L’Istanza
d’Arengo chiedeva: una riorganizzazione della PA basata su trasparenza e sostenibilità; un tetto massimo del
numero dei dipendenti pubblici non superiore al 10% della popolazione; l’avvio di un processo di
riqualificazione, informatizzazione e digitalizzazione. Inoltre il perseguimento della parificazione dei
trattamenti economici e normativi a quelli dei settori privati e l’affidamento dei rinnovi contrattuali ad
un’agenzia privata. Il Consiglio ha deciso che, dopo la riforma, la Pubblica Amministrazione va già bene così.
Richieste, proposte e criticità
Anis ha un progetto di sviluppo per il Sistema Paese che può essere schematizzato negli argomenti contenuti
nelle 12 Istanze d’Arengo (vedi scheda allegata).
Riassumendo le macro-aree di intervento, per risollevare il Paese servono:
• la certezza nelle relazioni internazionali, in primis con Italia ed Europa;
• un percorso di allineamento normativo rispetto agli altri Paesi di riferimento;
• una crescita della competitività del Sistema Paese tramite le riforme e non solo;
• un impegno serio nella riduzione delle spese.
Anis ha chiesto e continua a chiedere al Governo la priorità su alcuni temi che vengono ritenuti
fondamentali. I problemi da affrontare sono tanti e servono decisioni straordinarie, non semplici
aggiustamenti.
La normalizzazione dei rapporti con l’Italia, una equa e coraggiosa riforma fiscale, l’introduzione dell’Iva,
una progressiva riduzione della spesa pubblica, l’individuazione di strumenti per la crescita economica:
questi devono essere i punti qualificanti di un nuovo progetto di rilancio e sviluppo.
Il mondo dell’economia ha bisogno di certezze e gli investitori guardano con fiducia a un Sistema Paese per
le garanzie che sa offrire.
Qualsiasi risultato, però, non si può raggiungere senza un nuovo metodo di lavoro. Una delle proposte fatte
da ANIS in questi anni riguarda proprio questo: la politica deve poter essere affiancata da staff tecnici a cui
demandare lo studio dei progetti, dando uno spazio minore alla logica della mediazione che, abbiamo visto,
così com’è oggi finisce inevitabilmente per ridurre al minimo l’incisività di qualsiasi provvedimento.
Criticità. C’è poi tutta una serie di criticità su cui si deve intervenire rapidamente e con decisione.
La lotta all’illegalità va combattuta senza quartiere.
L’accordo con l’Italia deve veder confluire gli sforzi di tutti affinché si giunga quanto prima alla sospirata
firma.
Gli organismi internazionali ci chiedono un adeguamento agli standard internazionali: molto è stato fatto
ma evidentemente non è sufficiente, occorre fare molto di più. Non parliamo solo di antiriciclaggio eccetera.
L’allarme del FMI verso la crescita del debito pubblico per via di una spesa corrente fuori controllo è
emblematico.
Treni da non perdere
Pubblica Amministrazione. La riforma della PA è, per ovvie ragioni, tra le più complicate. E pur essendo
ancora impossibile avere un’idea precisa degli effetti che avrà la riforma approvata da qualche mese, le
considerazioni che si possono fare non sono positive. Il peso della PA sul Bilancio dello Stato è eccessivo.
L’Istanza d’Arengo presentata da ANIS era esplicita: senza una riduzione progressiva dell’incidenza della
spesa corrente dal 90% al 70% San Marino non può tornare a crescere. Aggiungiamo che occorre progettare
un percorso che porti gradualmente ad una riduzione di almeno il 30% dell’apparato pubblico.
La PA può diventare una risorsa se e solo se si incomincia a premiare il merito e non l’anzianità, se si
imbocca la strada dell’efficienza con semplificazione e digitalizzazione dei processi e con la crescita
professionale costante degli addetti.
Nell’approccio alla Pubblica Amministrazione, poi, si deve operare un vero e proprio mutamento culturale, a
partire dalla politica, che talvolta ne ha fatto un uso distorto.
Riforma tributaria. Condividiamo l’impostazione che sta alla base della riforma del fisco: elevare l’equità
fiscale fra tutti i contribuenti e valorizzare, mediante l’introduzione di sistemi premianti, il ruolo delle
imprese quali “creatrici di benessere”. Non più abbattimenti a pioggia, ma mirati alle specifiche situazioni
familiari. Un più efficace sistema di accertamento per garantire il principio fondamentale per cui ognuno
deve contribuire in virtù del reddito effettivamente prodotto. Ma attenzione alle solite resistenze: finirebbero
per inficiare la portata dell’intervento. All’interno della riforma, o comunque quanto prima per poterla
collegare, va introdotto il sistema IVA, imposta che può essere considerata equa perché colpisce chi ha una
capacità di spesa maggiore. Attendiamo l’esito dello studio di fattibilità deciso dal Consiglio Grande e
Generale, ma non si può più tergiversare.
Riforma del Mercato del lavoro. Si tratta di un tema che tocca direttamente le parti sociali, e che
rappresenta un fattore di competitività fondamentale per il nostro sistema. Stiamo portando le nostre
considerazioni in occasione degli incontri del Tavolo per la riforma. In linea generale l’obiettivo deve essere
quello di semplificare procedure che oggi sono penalizzanti per imprese e lavoratori. Occorre assolutamente
eliminare le graduatorie e la commissione per il lavoro, ed è altrettanto indispensabile una profonda
ristrutturazione dell’Ufficio del Lavoro. Le imprese hanno assoluto bisogno di elevati profili professionali e,
più in generale di strumenti per competere con una concorrenza sempre più agguerrita.
Contratti scaduti. Auspichiamo di riuscire a firmare il Contratto collettivo di lavoro per il settore industria in
tempi rapidi perché consideriamo anche il rinnovo dei contratti un volano per lo sviluppo. ANIS ha dato la
propria disponibilità a corrispondere aumenti salariali che garantiscano di salvaguardare il potere d’acquisto
dei lavoratori.
Il cambiamento profondo nelle dinamiche internazionali ci obbliga a ragionare in un’ottica completamente
diversa rispetto al passato, anche recente, nell’ambito delle relazioni industriali. Anche in questo caso
occorre un cambio di passo, una dimostrazione di maturità sociale. Il negoziato con il sindacato negli ultimi
tempi ha subito una positiva accelerazione e, se il realismo finalmente prevarrà, si potrebbe giungere alla
firma in tempi ragionevolmente brevi.
Lo sviluppo. Il tema dello sviluppo è per tradizione caro al mondo produttivo. Di idee d’impresa valide e
positive ce ne sono diverse a San Marino, ma la politica deve assicurare norme certe e chiare, per dare spazio
alle proposte interessanti e sostenere chi investe il proprio denaro e non chiede sostegni pubblici.
Quello che ANIS chiede è ancora una volta di uscire da vecchie regole, dai condizionamenti, in negativo, della
politica. Ci sono progressi che si possono fare a costo zero, semplicemente mettendo mano a leggi
incomplete o incongruenti, oppure accelerando pratiche e progetti giacenti da anni.
E poi c’è tutto il filone delle infrastrutture: si decidano quali investimenti sono prioritari per modernizzare il
Paese e si proceda. Occorre scendere dal mondo delle idee e rimboccarsi le maniche, una volta per tutte.


Rispetta la natura: Stampa solo se necessario Rispetta la natura: Stampa solo se necessario

2 Commenti a “ANIS. L’Assemblea Generale – Istanze d’Arengo – Richieste, proposte e criticità – Treni da non perdere”


  1. 1Tritacarne

    Invece di firmare le istanze d’arengo e decidere cosa deve fare il governo per voi, limitatevi a fare gli imprenditori e a firmare i contratti di lavoro!

  2. 2charro

    bravo!! e soprattutto valorizzate più manodopera
    territoriale ne guadagnerebbe l’intero paese
    non avremmo più disoccupazione e il potere d’accquisto delle famiglie san marinesi ferebbe andare meglio la
    nostra economia,

Lascia un commento