PSD: sul futuro dell’università occorre confronto
[c.s.] Le dichiarazioni del Segretario di Stato Morri sul futuro dell’Università fanno sorgere molti dubbi e gravi interrogativi. Il primo riguarda il metodo: è inopportuno stabilire per Decreto la nascita di nuovi corsi di studio in assenza di un confronto aperto tra le diverse scelte politiche e strategiche ed al quale possano partecipare tutti coloro che ne dovranno sostenere i percorsi. Il PSD, forte della sua tradizionale attenzione all’università e agli istituti culturali, ritiene si debba stabilire un piano trasparente e condiviso di sviluppo e gestione. Ciò prima di prendere decisioni affrettate e prive di rigorosa ponderazione, quindi demagogiche e inefficienti.
Ad esempio, nel caso dei previsti corsi di Ingegneria Gestionale e Medicina, è necessario siano chiariti i criteri delle scelte, i mezzi da utilizzare ed i fini da conseguire, le professionalità utili, quali le risorse interne ed esterne e quali infrastrutture.
In particolare, sul caso di Medicina, è evidente quanto sia importante il rapporto con la struttura ospedaliera e quanto dannosa possa essere la mancanza di qualità. Una posizione opaca rispetto alle facoltà di medicina già esistenti in Italia è addirittura pericolosa. Nel Decreto relativo, all’Art.9 (risorse finanziarie) si dice “le tasse di iscrizione annuali devono coprire le spese di gestione”. A parte l’inutilità di una tale previsione, quando ancora non esiste nulla di concreto, sorge una domanda: a chi si rivolge una tale politica delle rette annuali, evidentemente tarata su piccoli numeri ma altissimi costi?
Ma è anche un’altra la domanda che il PSD pone con urgenza: l’università di San Marino, cioè il suo corpo docente, amministrativo e soprattutto dirigente, che opinione ha di questo processo?
L’esempio del progetto del Parco scientifico e tecnologico deve fare riflettere. Il PSD ha sempre ritenuto l’università un elemento di sviluppo per il Paese, compreso il progetto del Parco. Purtroppo, nonostante il tema sia in discussione da tempo e siano stati fatti molteplici annunci sull’imminenza della sua realizzazione, si ragiona ancora di progetti di fattibilità da eseguire a spese dei contribuenti. Resta ancora oscuro quale sia il settore di ricerca privilegiato e quali le infrastrutture, quali i soggetti coinvolti e quale l’interazione con il territorio limitrofo. Da ultimo, l’accordo sancito in questi giorni tra gli enti interessati pare perfino contraddire l’impostazione originaria.
Il PSD ritiene che il futuro dell’università di San Marino debba essere l’esito di scelte serie e responsabili, fondate su un confronto articolato e ragionevole che è possibile solo sulla base di informazioni certe e dati chiari. Non è più possibile improvvisare né gestire le risorse pubbliche con superficialità e demagogia. Occorre un confronto sull’università che richiami tutti alla responsabilità verso il Paese. Occorre cambiare passo.
L’Ufficio Stampa del PSD














Ma basta con questo cambiare passo, siete stucchevoli. Prima dovete decidere cosa volete fare da grandi.