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Il “Caso Cassa” fa paura al consiglio

Carisp[L'Informazione] La seduta del consiglio grande e generale è fissata a partire da mercoledì. Una sessione importante che parte con la Seduta segreta nella quale si dibatterà il delicato tema della ricapitalizzazione della Cassa di risparmio. Una ricapitalizzazione “in salita”. L’ultimo documento su questo tema è un odg del maggio 2011 nel quale si prevedeva un impegno dello Stato per circa 60 milioni di curo, poi i 10 della Fondazione, gli altri 10 dalla Sums e i 70 di prestito obbligazionario subordinato e convertibile in azioni, per un totale di 150 milioni.
Lo stesso Segretario alle finanze Valentini ha recentemente frenato sugli impieghi pubblici che sarà possibile riversare nell’aumento di capitale. Anche sull’emissione di obbligazioni Bcsm ha frenato. Contemporaneamente, poi, ci sono ancora pendenti vicende giudiziarie oltre confine non definitivamente superate.
Inevitabile, quindi, che il consiglio ne parli, anche se non tutti sono d’accordo che il dibattito avvenga in seduta segreta, sospettando problemi ulteriori rispetto a quelli già noti. Di certo la vicenda Carisp è questione spinosa sulla quale ha posto l’accento anche i Fondo Monetario. Il caso della Cassa di risparmio, insomma, fa paura al Consiglio che è chiamato a prendere decisioni che risulteranno fondamentali, se non per la sopravvivenza, per il superamento delle difficoltà che quella che è stata definita la ‘banca-stato” sta ancora affrontando. (…)
a.f.
L’informazione


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5 Commenti a “Il “Caso Cassa” fa paura al consiglio”


  1. 1Triste Mietitore

    Mi sorge una domanda.. uno Stato che ha debiti ( in assenza di dati ufficiali ) per centinaia di milioni di Euro, come può partecipare ad una ricapitalizzazione o più semplicemente come può “spendere” soldi se non ne ha??
    Ok Ok, uno stato può indebitarsi, ci mancherebbe.. ma i debiti dello stato non sono in fondo debiti delle persone che formano quello stato? non sono debiti che ogni persona, famiglia è chiamata a sostenere in nome appunto di quello stesso stato di cui fanno parte??
    Ognuno di noi, ogni cittadino che contrae un debito sa per che cosa lo contrae e sa i motivi per cui deve RESTITUIRE dei soldi.
    In questo caso IO, come cittadino, non ho mai chiesto di avere un debito per ricapitalizzare la CARISP ne tanto meno l’ho chiesto per coprire i buchi e i misfatti che hanno riguardato l’allora BANCA DEL TITANO, in più devo accettare che il mio “capofamiglia” non mi comunichi nemmeno il perché devo pagare, devo accettare, come imposizione, la mia quota parte di rata, senza se e senza ma.. accettare di buon grado una riunione di famiglia secretata e aspettare l’inevitabile decisione.
    Poi mi sorge un dubbio.. la mia famiglia (lo stato di cui faccio parte) tempo fa aveva prestato molti soldini alla CARISP per il caso DELTA ed io ero in questo caso CREDITORE per la mia quota, soldi che CARISP/DELTA dovevano ridarmi e ridarci, soldi che potrebbero essere utilizzati per creare sviluppo, per concretizzare idee necessarie al futuro del mio Paese..
    ora, non è che magari in questa riunione segreta il capofamiglia decide che i soldi indietro non li vuole più, che CARISP può NON restituire i soldi avuti in prestito nel caso DELTA e chi si è visto si è visto..
    siamo 18.000 buste paga, che devono coprire il regalo del governo di 60.000.000€ a CARISP, la mia quota parte (come del resto la tua) è di 3.330€.
    Alla tua salute..

  2. 2il gufo

    Triste Mietitore, concordo in pieno. Dimentichi inoltre CS e BCS-Asset (vedrai come andrà a finire…). Se poi tieni conto di quanto costa il carrozzone BCSM tra dipendenti, stipendi d’oro, consulenze ecc. ti accorgi che tutto il sistema bancario sammarinese è un gigantesco buco nero che inghiotte risorse a dismisura.-E quel che è peggio è che non possimo farci niente…

  3. 3victor

    Bel punto interrogativo quello dell’aumento Carisp. Però si potrebbe mutuare dall’esperienza di Carim e cioè che Carisp chiami a raccolta i grandi “imprenditori” e le famiglie più in vista di San Marino.
    Ma mi sorge un dubbio. Ho letto qualche tempo fa che qualche alto esponente di Carisp si sarebbe lamentato del fatto che i grandi imprenditori/”famiglie” di San Marino fossero già impegnate con investimenti in banche concorrenti e che dunque non avrebbero potuto partecipare all’aumento di Carisp.
    Ma a quali banche concorrenti si riferiva? A questo punto mi sono posto un quesito: non è che per caso c’è di mezzo il CIS???
    Tempo fa ho letto che il CIS l’aveva preso, con una sorta di blitz, Banca Partner ma poi recentemente ho letto che, non si sa per quale motivo, l’acquisto è ancora fermo al palo (tutto ciò sempre dalla stampa).
    CIS non costa poco, 40 milioni pare e una iniezione simile di liquidità, a meno che non sia un investitore estero (cosa poco praticata a San Marino da quello che si vede) possono darla solo i grandi imprenditori/famiglie di San Marino. Ma se questo fosse vero perché allora tutto è ancora fermo e Banca Centrale non autorizza? Forse qualcuno ha posto un veto per veicolare gli sforzi economici su Carisp? O forse c’è qualcosa nelle modalità di acquisto o di pagamento del CIS che è andato di traverso a qualcuno? Vedremo, comunque temo che non ci si fermerà solo a CS e Asset-BCS.

  4. 4Comfortably Numb

    Io invece ho più paura che sia qualche clausola tipo quelle di smib e bcs, per le quali lo stato non può fare altro che pagare……!

  5. 5Triste Mietitore

    Beh, Confortably Numb, anche se cosi fosse.. lo Stato siamo NOI.. per cui anche tu avrai la tua tua quota parte di debito da restituire..

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