Gatti si rimette alle decisioni della Dc
[Corriere Romagna] «C’è chi pensa sia tutto un attacco politico, e chi invece sta facendo girare la voce che è meglio mi dimetta dalla commissione antimafia. Io farò le mie riflessioni in serenità. Intanto, per lunedì prossimo, ho convocato la direzione e il gruppo consiliare del partito per parlarne». Marco Gatti si affida alla sua Dc: sarà dalle fila del partito che il giovane segretario attende risposte dopo che la Finanza di Forlì e il tribunale commissariale hanno sequestrato, dal suo studio commerciale, la documentazione relativa a due società, sue clienti, ora coinvolte in una maxi evasione fiscale con tanto di fatture false. (…)
Intanto, il principale indagato, il cesenate Giorgio Manuzzi, si difende: «Amministro la Seven Eleven solo dalla fine del 2011: sono estraneo a quanto contestato». (…)
Patrizia Cupo
Corriere Romagna














C’è una cosa che colpisce in questa indagine. Un sindaco revisore della società inquisita è lo stesso della fincapital. Possibile che anche qui non si sia mai accorto di niente? Mah.
Magari è stato il sindaco a cui alludi a fare la segnalazione?
Se si dimette lui ce ne sono parecchi che devono precederlo!
Dimettersi per cosa? Non è indagato!
Intanto che cominci qualcuno a dimettersi, poi penseremo a chi lo deve precedere.
Le dimissioni sono opportune, su questo non si discute. Il problema è che avvocati e commercialisti non dovrebbero mischiare il loro lavoro con gli incarichi politici. Ad esempio il presidente della DC è perfetto. Non ha un’occupazione stabile e di politica capisce poco o niente. La DC ha il futuro assicurato.
In un paese normali si sarebbe dimesso! Siamo in sud America non in Europa!