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Giovedì a Roma la presentazione del libro di mons. Luigi Negri “Fede e cultura. Scritti scelti”

Luigi Negri[c.s.] Giovedì 3 maggio, alle ore 17.30, nella Sala Vasari del Palazzo della Cancelleria in Roma (Piazza della Cancelleria 1) si tiene la presentazione del volume di mons. Luigi Negri, “Fede e cultura. Scritti scelti”, edito da Jaca Book e pubblicato in occasione del settantesimo genetliaco del Vescovo di San Marino Montefeltro. Alla presentazione, oltre all’autore, intervengono Sua Em.za Card. Juliàn Herranz e il Senatore, Prof. Marcello Pera, modera Franco Bechis, vicedirettore di Libero.
“Con questa breve testimonianza sul filo conduttore delle mie ricerche filosofiche e teologiche voglio dire la mia gratitudine a coloro che hanno formato la mia intelligenza e il mio cuore”, scrive mons. Negri nella introduzione al volume. “Innanzitutto ai miei genitori e ai miei parenti stretti perché, nell’ambito di quella indimenticabile convivenza, ho desiderato una cosa sola: servire la gloria di Dio con tutte le mie forze. Questa eredità preziosa delle generazioni cristiane che mi hanno preceduto è fiorita in tutta la sua attualità e potenza nell’incontro con Monsignor Giussani e con il movimento nato da lui. Nel suo magistero, umanissimo, ricco, intenso, in cui la domanda di senso della ragione incontrava la grande definitiva risposta di Cristo, ho compreso che la fede costituiva la radice e il movimento di una cultura nuova e definitiva”. Arrivato all’Università Cattolica negli anni ’60 – prosegue il vescovo – “la Provvidenza mi ha fatto fare l’altro grande incontro della mia vita: quello con Gustavo Bontadini. Da lui, insigne e umanissimo metafisico dell’essere, ho imparato che la fede costituisce il contesto vivo in cui la ragione può compiere il suo cammino verso quell’essere totalmente in atto che, creando la realtà, la sottrae per sempre al dominio del nulla”.
Una vita di ricerca e di servizio pastorale che lo ha portato ad un altro grande incontro: “Già sacerdote e insegnante di filosofia e di teologia, nella “Alma Mater” che è stata per me l’Università Cattolica, ho incontrato Giovanni Paolo II: l’altro grande evento di cultura e di vita. Mi sono addentrato con lui, seguendone puntualmente il grande magistero, nella ricomprensione dei grandi dogmi della fede, ho ripercorso le grandi scansioni antropologiche, culturali, morali e sociali della fede. Soprattutto ho dedicato le mie forze alla ripresa e alla riproposizione della dottrina sociale della Chiesa. Sono convinto che il dialogo fra Cristo e il cuore dell’uomo, che è il grande compito della Chiesa del terzo millennio, si gioca sui valori e sui problemi della dottrina sociale”.
Il volume raccoglie gli scritti più significativi di Luigi Negri, pensatore e pastore, già docente di Filosofia Morale all’Università Cattolica di Milano. Nella prima parte sono stati riuniti gli scritti filosofici dai quali, oltre alla amicale lontana influenza del metafisico Bontadini, si rinviene una larga competenza teologica e una forte passione alla storia della cultura. Il tema della crisi, quella che oggi chiameremmo crisi antropologica radicale, percorre l’approccio di autori che da Campanella a Hobbes giunge a Guardini e Guitton. La seconda parte è una conseguenza della prima: il pensatore-pastore accompagna, nel suo messaggio pastorale e culturale, Giovanni Paolo II durante tutto il suo pontificato con scritti interpretativi che aiutano a cogliere nel Cristo la pienezza di umanità e la chiave culturale dell’uomo contemporaneo.
Nella prefazione scritta da Giovanni Dalmasso, professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università Statale di Bergamo, viene bene inquadrato “lo stile di lavoro” dei testi raccolti, che insieme “inseguono e rivelano un desiderio e un compito oggi poco frequentati”: “pensare secondo la Chiesa”. Sottolina Dalmasso, che “il compito di pensare secondo la Chiesa non è oggi generalmente né amato né desiderato: è visto o come atteggiamento bigotto e tradizionalista o censurante gli episodi di miopia e disconoscimento da parte delle autorità ecclesiastiche. Questo compito mi pare invece, in modo commovente, il segreto che muove il desiderio e l’azione di mons. Negri, come pastore e come filosofo. Pensare secondo la Chiesa riguarda infatti la questione di una ragione che ritrova se stessa. Come è possibile, nel pensare, una gratitudine infinita?”

Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II
per il Magistero Sociale della Chiesa
COMUNICATO STAMPA


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