Presentata la seconda parte dell’aggiornamento del progetto di sviluppo CSdL
[c.s.] Va costituito un fondo per gli investimenti e varato un piano di emergenza. Non leghiamoci solo all’Italia! Le risorse per finanziare il nuovo sviluppo devono provenire da politiche fiscali eque (la riforma tributaria va radicalmente cambiata!) e, tra le altre cose, sospendendo alcuni interventi non strategici previsti dalla Finanziaria 2012 (allegato Z). San Marino deve allargare i propri orizzonti economici limitati all’Italia e agganciarsi anche ad altri paesi con un più elevato tasso di crescita. Va attivata una agenzia per attirare gli investimenti esteri. Un fattore importante per essere attrattivi è anche l’efficacia del Tribunale nell’assicurare la certezza del diritto
È stata presentata ieri sera la seconda parte dell’aggiornamento del progetto di sviluppo CSdL, dedicata al futuro della Repubblica di San Marino.
LE RISORSE – CAMBIARE LA RIFORMA TRIBUTARIA! Nella sua introduzione, il Segretario Generale CSdL Giuliano Tamagnini ha posto l’accento sulle risorse necessarie per finanziare il nuovo modello di sviluppo; in primo luogo vanno utilizzate le risorse del gettito fiscale. Ma la riforma tributaria uscita dalla specifica commissione, è diventata un “mostro”.
Infatti, da un lato determina un – seppur contenuto – aumento del carico fiscale per i lavoratori dipendenti, mentre dall’altro – incredibilmente – va ad abbassare in maniera spropositata la già bassissima tassazione dei lavoratori autonomi. Secondo primi calcoli, per fare esempio illustrato nella serata di ieri, un libero professionista che dichiara 20mila euro di reddito, se ora paga circa 2.400 euro di tasse, se venisse approvata questa riforma pagherebbe circa 100 (cento!) euro… è un fatto scandaloso!!! In questo modo si realizzerebbe una colossale ingiustizia e si continuerebbe a privare la comunità delle risorse necessarie per dare un futuro di speranza ai cittadini. La riforma tributaria pertanto va radicalmente modificata, cancellando il blitz che le forze politiche hanno portato in Commissione e che l’hanno completamente snaturata.
NON SOLO RAPPORTI CON L’ITALIA – Nella prima parte della suo intervento, il Direttore di San Marino Lab Denis Cecchetti ha proposto un raffronto tra la situazione economica di diversi paesi, mettendo in luce questo fatto: San Marino si è legato sostanzialmente ad un unico partner economico, l’Italia, tant’è che il 90% dell’export e oltre l’80% dell’import sammarinese è rivolto nostro unico vicino. Ma l’Italia è un paese in recessione che ha tutta una serie di problemi strutturali, di deficit e di ritardi che non le consentono di riprendersi dalla crisi con la stessa capacità e velocità di altri paesi. Basti pensare, tra i vari indicatori, che nella classifica dei paesi dove è più facile avviare con successo un’azienda, l’Italia è all’80° posto…
Per cui, se sanare i rapporti con l’Italia firmando rapidamente gli accordi contro le doppie imposizioni rimane un’esigenza assolutamente decisiva, al contempo San Marino deve allacciare rapporti politici, culturali ed economici anche con quei paesi – come il Brasile, il Sud Africa, l’India – che hanno tasso di crescita maggiore, che hanno una più elevata capacità di attirare investimenti e che dispongono di un patrimonio di sapere professionale e di tecnologia all’avanguardia. L’Italia, in sostanza, non può essere l’unica locomotiva a cui agganciarci…
COSA FARE – Lo studio, nel confermare le linee del progetto di sviluppo CSdL, che indicavano nella produzione di beni e servizi ad alto valore aggiunto e nella risorsa umana le principali leve competitive, individua alcune tappe fondamentali per far ripartire su nuove basi lo sviluppo di San Marino. Il primo passo è costituire un “fondo di dotazione” di risorse finanziarie specificamente dedicate allo sviluppo, anche arrivando a sospendere alcuni investimenti non strategici previsti nel Bilancio Previsionale 2012-2014 (in particolare nell’Allegato Z).
Poi va costituita una “unità di emergenza”, dotata delle competenze tecniche e gestionali adeguate alla gravità della crisi che vive San Marino, che delinei e implementi le varie fasi della ripresa economica, a partire dal totale adeguamento agli standard internazionali più avanzati in materia di trasparenza in campo economico-finanziario, tra cui lo scambio automatico di informazioni fin da subito. In tal senso, lo studio ha messo in luce che San Marino, rispetto ad una lunga lista di paesi, è lo Stato che il maggior grado di “schermatura” sul piano finanziario. La RSM è ancora considerata una “giurisdizione speciale”; tant’è vero che su 36 accordi contro le doppie imposizioni già conclusi, 23 sono con paesi anch’essi con “giurisdizione speciale” (ovvero, con i propri “simili” è più facile dialogare…).
Nella valutazione sulle misure adottate da San Marino nella lotta al riciclaggio e al terrorismo, delle 49 raccomandazioni ricevute dal Moneyval, il nostro Stato ne ha soddisfatte completamente 4; 30 sono state soddisfatte in gran parte, mentre sono 15 le raccomandazioni che sono state rispettate solo in parte. Anche questo testimonia quanto ancora debba fare il nostro Stato per dotarsi di un sistema normativo che affermi la totale trasparenza.
Tornando alle proposte concrete, è opportuno istituire una “agenzia per l’attrazione degli investimenti esteri”, coordinata dalla sede centrale in San Marino ma con sedi operative estere in alcuni di quei Paesi (extra-Italia) con le più elevate prospettive di crescita; vanno stipulati “accordi contro le doppie imposizioni” e “accordi di cooperazione economica e sociale” con i Paesi a più elevate prospettive di crescita; occorre ridefinire e rendere competitiva la normativa LISF (sul sistema bancario) relativa ai “fondi di investimento chiusi” – fondi di private equity, funzionali all’investimento nelle aziende più promettenti e da sostenere nei loro percorsi di sviluppo. Un aspetto altrettanto importante per rendere San Marino una piazza appetibile per gli investimenti produttivi, è attivare la riorganizzazione del Tribunale ampliandone le specializzazioni, le competenze internazionali e migliorandone l’efficacia nella risoluzione di contenziosi economico-finanziari.
Per il settore manifatturiero si propone di costruire un “programma di supporto” alle aziende sammarinesi per la realizzazione di partnership ad alto valore aggiunto con aziende estere (extra-italia), al fine di integrare da subito competenze, risorse finanziarie, relazioni di mercato funzionali alla valorizzazione delle singole aziende e del sistema manifatturiero sammarinese. Va quindi costruito un “programma di supporto” all’insediamento in San Marino di aziende estere originarie di paesi ad elevate prospettive di crescita.
Per quanto riguarda il settore turistico, occorre gestire e delineare un sistema di spazi, servizi e di eventi incentrati sulle peculiarità istituzionali sammarinesi e sulla storia, l’arte e la cultura lungo tutto l’arco dell’anno. Va costruito un programma di supporto agli alberghi, negozi e ristoranti sammarinesi per realizzare partnership ad alto valore aggiunto, e va costruito un programma di riqualificazione degli operatori del settore e degli spazi fisici nei quali si offrono beni, servizi ed esperienze alla clientela.
CSdL














0 Commenti a “Presentata la seconda parte dell’aggiornamento del progetto di sviluppo CSdL”