Cresce l’attesa per la firma. Doppia imposizione, la posizione dei partiti di opposizione
[NQRimini] Molta soddisfazione per il 13 giugno, giorno della firma tra Italia e San Marino del Protocollo di Modifica dell’Accordo contro le Doppie Imposizioni Fiscali, ma ancora numerosi nodi da sciogliere. Ne è convinto il Psd, che ritiene la sottoscrizione un passaggio importante verso il superamento del contenzioso tra i due Paesi, consapevole però anche del fatto che non basta questo per risolvere la situazione sammarinese. “Si tratta di un percorso che potrà consolidarsi solo con l’uscita di San Marino dalla black list, che avverrà con la ratifica dell’intero complesso degli accordi già sottoscritti. Il percorso che abbiamo di fronte – spiega il partito – dovrà essere affrontato con la consapevolezza di individuare e realizzare le soluzioni ai nodi politici che permangono tuttora”. Nodi che riguardano: un maggior impegno nel contrasto alla criminalità organizzata attraverso una più efficiente collaborazione giudiziaria e investigativa, il regime effettivo dello scambio di informazioni bancarie e finanziarie, la questione della residenza fiscale e degli effetti bilaterali del principio dell’esterovestizione. Solo risolvendo questi nei, per il Psd, si potrà ottenere rapidamente la ratifica degli accordi, condizione fondamentale per la riattivazione del sistema produttivo. La pensa così anche il Psrs che definisce la firma un’ “iniezione di fiducia al Paese”, ma, allo stesso tempo, solo un punto di partenza. Anche il Presidente, Paride Andreoli, sottolinea che solo quando il Titano porterà a compimento i provvedimenti adottati negli ultimi anni, riuscirà ad uscire dalla black list. Nonostante questo, afferma, non c’è traccia di un piano di sviluppo. Pure Unione per la Repubblica parla di “punto di partenza”, guardando alla black list come un nemico da affrontare molto in fretta. “Alla Repubblica è stato imposto, nell’ultimo quadriennio, uno sforzo imponente con la finalità di adeguare il funzionamento delle sue istituzioni agli standard internazionali – spiega Upr – Tuttavia l’adeguamento non basterà, da solo, ad assicurare all’economia sammarinese la ripresa. Il punto strettamente politico è soltanto uno: compiuto l’adeguamento agli standard, l’eventuale mancata adozione di un nuovo modello di sviluppo rischierà di generare recessione economica e impoverimento sociale. Tanto più se, com’è evidente, mancano alla politica del Governo proposte di sviluppo certe ed efficaci – continua il partito – E nemmeno si possono chiedere, da un lato, pesantissimi sacrifici alla nostra comunità. La disoccupazione, inoltre, vola al 7 per cento, mentre la raccolta bancaria si è dissolta , dalla fine del 2008 ad oggi, sono spariti oltre 7miliardi di euro”.
Mara D’Angeli
NQRimini














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