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Consiglio. Il dibattito relativo alla ratifica dei tre accordi con l’Italia, avvenuta all’unanimità, si è concluso. La seduta è stata aggiornata tra gli applausi di tutta l’Aula

palazzo-pubblico[Della Torre] Di seguito un riassunto degli ultimi interventi e delle repliche. Giovanni Lonfernini, Upr: “Il compito dell’opposizione e criticare, anche aspramente, e controllare l’azione del governo, ma anche riconoscere l’operato quando vengono raggiunti traguardi per il bene del Paese. La firma rappresenta un punto di partenza imprescindibile, ma in Aula abbiamo assistito a molte punzecchiature, anche se è stata sostanzialmente riconosciuta la validità di questo passaggio. E altri due vanno ricordati: l’accordo con l’Italia sulle forze dell’ordine e l’istituzione della commissione Antimafia, che rappresenta un punto di elevazione del confronto politico e di non ritorno, auspicato dagli organismi internazionali. La strada della trasparenza è stata sempre condivisa in Consiglio.
L’uscita dalla black list è un passaggio fondamentale, ma gli effetti delle intese hanno un impatto sull’economia e sul tessuto sociale, i vantaggi competitivi si riducono, per cui serve un percorso che ne compensi gli effetti. Dobbiamo lavorare per ridisegnare il modello economico, per la Pa, per i rapporti con le parti sociali e gli organismi internazionali. L’opposizione ha tenuto un profilo responsabile in Aula, la parola baratro è stata usata dalla maggioranza ed è inutile scaricare l’incapacità di designare un progetto economico. La questione sociale sta emergendo, per cui serve un contesto leale, invece il governo si becca e non stende una trama comune. Spero ci sia un momento di riconciliazione”.

Francesca Michelotti, Su: “Sono molto soddisfatta per la firma. Il nostro modello di sviluppo si è rivelato illegittimo e la politica ha abdicato nei confronti dell’economia. Ma l’instabilità politica è nata con lo scontro tra i referenti dei poteri forti e i politici miglioristi. E a causa sua il Paese non ha preso provvedimenti efficaci prima.
La firma è importante, anche se la questione dei frontalieri rimane una spina nel fianco. Ora possiamo tracciare le linee della sovranità. Su è sempre stata per l’economia reale, ma c’è chi ha tenuto in piedi un’economia agonizzante per non perdere le ultime opportunità. La firma arriva con il sistema alle corde e quando il consigliere Zafferani parla di schizofrenia della minoranza, gli ricordo che è la maggioranza a esserlo, tra i battibecchi Ap-Ns, Gabriele Gatti che invita ad aprire gli occhi e accusa implicitamente il Patto e l’esecutivo, il segretario di Stato Podeschi che assume la rappresentanza della politica onesta. Cosa succede nella litigiosissima maggioranza? E’ difficile comprenderlo. Comunque non abbiamo mai dubitato dell’impegno del segretario di Stato Mularoni, ma di quello di governo e maggioranza. Sono stati fatti molti errori, che hanno fatto cadere la stima dell’Italia. Apprezzo la sobrietà di Mularoni e il suo partito per il risultato raggiunto, è ciò che serve al paese assieme al senso di responsabilità”.

Paolo Crescentini, Psrs: “Devo dire che finalmente si è arrivati alla firma degli accordi. Noi del Psrs abbiamo spronato il governo attraverso critiche costruttive affinché si arrivasse al risultato fondamentale per il nostro Paese. Con la firma si è segnato il punto di partenza, lo start up, ora bisogna andare alla ratifica. Ma non c’è tanta propensione da parte del Parlamento italiano, pertanto è necessaria un’azione diplomatica. Gli esami probabilmente iniziano proprio oggi.
La lettera che inviò il premier Monti alle loro Eccellenze preannunciava proprio una sorta di
monitoraggio sull’operato della Repubblica di San Marino. Non possiamo ora permetterci di scivolare sulla classica buccia di banana. Ritengo sia indispensabile dare un’accelerata a provvedimenti legislativi, come quelli antimafia. Sono ulteriori tappe che dimostrano come si voglia veramente intraprendere una strada diversa. Abbiamo cambiato faccia, siamo per la trasparenza lo abbiamo detto tutti, su questa strada dobbiamo proseguire.
Ho sempre pensato che una firma del genere avrebbe rafforzato il Patto, invece ha portato a un’aria frizzante, nel senso di elettrizzante, di scaramucce interne. La sinergia non c’è più. Il governo stenta a reggersi in piedi. Ma sono convinto che saremo in grado di rispettare l’impegno con l’Italia”.

Mario Lazzaro Venturini, Ap: “Proprio oggi un partito alleato dice che abbiamo la sindrome da primi della classe. Il commento di Ns è stato poco avveduto. Se un partito di maggioranza scrive, dopo una firma così importante, che il merito è di nessuno, mentre un altro ne rivendica il merito, lascio pensare agli altri cosa si può dedurre. Certo che anche in questa legislatura siamo riusciti a fare il peggio. Mentre l’opposizione ha apprezzato quanto ottenuto, le poche critiche che ho ascoltato sono arrivate dai banchi della maggioranza. Un consigliere ha detto al governo di smetterla di dire le bugie. Chi fa queste affermazioni dovrebbe avere una propensione innata per la verità, ma non mi sembra questa la qualità politica preminente del consigliere Gabriele Gatti. I segretari di Stato Mularoni e Valentini sono stati continuamente bacchettati. Eppure, quando si fanno apprezzamenti negativi del genere e un terzo della propria vita la si è passata al governo, una qualche responsabilità c’è. Forse il buon senso lo abbiamo lasciato sul Pianello oggi.
Mi è piaciuto un passaggio del consigliere Giovanni Lonfernini. E’ bello poter pensare che il progresso verso la firma sia stato accelerato dall’accordo delle forze di polizia e, soprattutto, dall’istituzione della commissione d’inchiesta. Mi piace pensare che quest’ultimo punto sia stato possibile perché il clima è cambiato e non sono più al governo certe persone. In passato, per la questione dei lotti di Valdragone, un caso di connubio affari e politica avvenuto con il governo straordinario, 48 consiglieri hanno detto no a una commissione d’inchiesta. Un manipolo di consiglieri che chiedeva di far luce su uno dei tanti casi più inquietanti veniva sbeffeggiato, con la scusa che c’erano già procedimenti penali aperti. Diversamente, poco tempo fa, nonostante i procedimenti aperti, si è istituita la commissione.
La firma con l’Italia è un risultato di straordinario rilievo. Il lavoro compiuto è stato enorme e sono state poste le basi per una politica estera diversa dal passato. I meriti mi pare siano soprattutto del governo e del segretario di Stato Mularoni. Si chiama in causa anche la maggioranza per il sostegno dato al governo. I meriti vanno estesi, in proporzione minore, anche all’opposizione, con una particolare sottolineatura per il Psd, per il progetto di legge sullo scambio di informazioni.
Questo accordo cade nel bel mezzo di una crisi economica che non abbiamo ancora superato, una spinta decisiva verrà dall’uscita dalla black list. Tuttavia, credo che esasperare i toni e dare intendere alla gente che siamo sull’orlo del baratro mi sembra ingeneroso. Dobbiamo fare qualcosa per uscire da questa situazione, ma non tutto dipende da noi. Per realizzare un progetto di sviluppo occorrono quattrini che al momento non ci sono. Da qui a fine legislatura invece di parlare di quello che non possiamo realizzare, concentriamoci su alcuni punti di un modello economicamente possibile. Con due obiettivi: litigare meno ed essere convinti che in questo momento non stiamo annegando sul fondo del pozzo”.

Fiorenzo Stolfi, Psd: “Dopo tre anni e mezzo finalmente un evento positivo con l’Italia, dopo molti fatti negativi, come il defenestramento dei vertici di Banca centrale, gli incontri sull’affaire Sopaf-Delta, lo scudo fiscale e il decreto incentivi. Il governo ci ha messo del suo, sono stati fatti degli errori e occorre riconoscerli. Il Psd ha dimostrato un atteggiamento costruttivo, per esempio sulla legge per lo scambio di informazioni. Ma un contributo fattivo c’è stato da parte di tutto il Consiglio. Dobbiamo essere pragmatici, la firma non cambia le carte in tavola, i problemi dell’esterovestizione e dell’operatività delle banche rimangono. Quali passi poi vanno fatti per uscire dalla black list? L’unica risposta che deve dare la politica è trovare soluzioni, tracciare la linea di marcia. Se l’Italia vuole rigore noi dobbiamo chiedere anche sviluppo. Senza investimenti e regole certe nessuno verrà a San Marino. L’esterovestizone è un problema cruciale. Dunque il lavoro è solo all’inizio: dobbiamo dare sbocchi alle imprese, alle banche e alle finanziarie. Non aspettiamo passivamente l’Italia”.

Luigi Mazza, Pdcs: “La firma é importante per consolidare un percorso. Questa legislatura è iniziata con un sistema economico completamente diverso da quello con cui finirà. Non ho mai attribuito il ritardo della firma a ragioni personali. Non ho mai accettato attacchi al segretario di Stato per gli Affari esteri o per le Finanze, sia quello precedente che per quello attuale. I ritardi hanno un’altra natura. La realtà era che quello che si chiedeva nel rapporto tra Italia e San Marino è cambiato. Poi sono seguite l’attività repressiva di certe fenomeni, il coraggio di chiudere le aziende. Devo difendere il segretario di Stato Arzilli di fronte alle accuse di eccessiva rigidità. La firma nasce da un insieme di fattori che hanno contribuito a raggiungere credibilità. Non credo sia stata determinante la commissione d’inchiesta, ma gli interventi di controllo e repressione delle distorsioni. Un percorso che questo Paese ha adottato da due anni ha fatto sì che si capisse che si faceva sul serio. E’ stato importante raggiungere la considerazione degli organismi internazionali come un Paese trasparente. Poi bisognava vincere le diffidenze dell’Italia. Lo ammetto, ero scettico sullo scambio di informazioni, ora plaudo chi lo ha sostenuto fortemente. Questo Paese ha dimostrato nell’ultimo anno che tutte le forze politiche sono convinte del percorso intrapreso. L’economia che nasce oggi è diversa. A chi ha urlato che il Paese é nel baratro, rispondo che la stessa trasformazione avrebbe portato al fallimento altri Paesi. Ma il nostro è solido e non è al baratro. L’accordo determinerà le condizioni per il futuro, ma non nascerà domani la nuova economia”.

Antonella Mularoni, segretario di Stato per gli Affari esteri, replica: “Il dibattito è stato in gran parte condivisibile. La storia del paese la faremo tra qualche anno. Forse errori ne sono stati fatti, ma io e il governo abbiamo sempre lavorato nell’interesse del Paese senza mai risparmiarci. E’ difficile comprendere da fuori le difficoltà in cui ci siamo trovati, pensando che il Paese non ce l’avrebbe fatta. Alcune situazioni erano molto pesanti e sono emerse tentazioni di protettorato.
Ringrazio il governo e la maggioranza per il sostegno, abbiamo condiviso i problemi e cercato assieme le soluzioni. In Aula ci sono stati periodi di tensione, ma la maggioranza ha sempre sostenuto l’esecutivo.
Siamo consapevoli di quello che rimane da fare e il mio dovere è informare il Parlamento, non dire che va tutto bene. Se ci fosse stata la stessa consapevolezza nel passato non avremmo nascosto il collo sotto la sabbia. In tre anni e mezzo abbiamo rivoltato il Paese, sono stati fatti molti sacrifici, ma era il prezzo da pagare per voltare pagina.
Ringrazio tutti i consiglieri. Ora ci attendono passaggi significativi e il contributo di tutti è gradito. Termino con una battuta. Di celebrazioni io e Valentini nono ci ricordiamo. Siamo sereni, in buona fede e soddisfatti per quanto fatto”.

Gian Nicola Berti, Ns: “Grazie al segretario di Stato Mularoni e al governo. E’ stata fatta una rivoluzione, come con senso ha detto il consigliere Mario Lazzaro Venturini, che ha portato anche del travaglio. Spiace per il misunderstanding con un altro partito. Il nostro comunicato richiamava tutte le forze politiche a una riflessione: il Paese può superare le emergenze solo con l’unione e la solidarietà tra sammarinesi. Questo risultato è il merito di tutti, ma si deve cambiare la politica. Dobbiamo abbandonare le polemiche e il pessimismo e lanciare messaggi positivi, come fa in Italia quotidianamente il premier Monti”.

Claudio Felici, Psd: “Per valorizzare il suo lavoro, siccome i testi degli accordi non sono lunghissimi, chiedo se si possa leggerli. Riconosco che la richiesta é inusuale, ma vale la pena uno sforzo in questo finale di seduta”.

Antonella Mularoni, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Se la volontà dell’Aula è che legga gli articoli dei tre accordi, in via del tutto eccezionale, non ho nessun problema a farlo. Valutino i capigruppo per dare particolare rilievo al momento”.


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