L’incognita delle liste del “dissenso”
[NQRimini ] Tre i movimenti di cittadini che si presenteranno alle elezioni. Nascono tutti sul web, ma solo uno è davvero extra-politica. Raccogliere il malcontento, il voto di protesta, gli indecisi e i delusi. I movimenti politici sammarinesi, nati più o meno spontaneamente sul web o nei circoli culturali, hanno un obiettivo: portare in Consiglio grande e generale una rappresentanza slegata dalle logiche partitiche, dai soliti noti, dagli evergreen che decenni dopo decenni hanno la poltrona assicurata. Sono tre le “liste civiche” che hanno già deciso di presentarsi alle elezioni.Liste civiche che chiamarle così potrebbe – ai sammarinesi – risultare improprio, perché sul Titano la predilezione è per la forma del movimento, a metà tra un nuovo soggetto politico e un’aggregazione di liberi cittadini. Tre quelli che parteciperanno alla competizione elettorale come già annunciato dai fondatori. Si tratta di Civico 10, il movimento che fa capo ad un giovane fuoriuscito da Alleanza popolare, Andrea Zafferani, e poi il Movimento Rete che ha presentato la sua prima parte di programma on line sul sito movimentorete. org oppure sulla pagina facebook Rete. Ogni paragrafo, specifica il movimento, parte da una analisi della situazione contingente e poi analizza le politiche da attuare. Rete ribadisce poi la sua decisione di correre da sola e di non coalizzarsi con nessun partito politico e di non candidare persone che abbiano già rivestito ruoli istituzionali. Chi c’è dietro? Si indignano, gli aderenti della Rete a sentire questa domanda continuamente. Il Movimento che, a voler fare un parallelo con l’Italia, ricorda quello dei “grillini”, nasce su internet e tra le figure più conosciute ci sono Matteo Zeppa, classe 1974, e Roberto Ciavatta, già vicino a movimenti come Rinnovamento e trasparenza, quello nato da un allontanamento da Sinistra Unita, e cresciuto sull’humus dell’associazione culturale Don Chisciotte. Per loro, che hanno deciso di correre da soli, ci sono motivazioni forti che si sintetizzano in una parola: rinnovamento. L’ufficialità al movimento, Andrea Zafferani, che ha lasciato Alleanza popolare sbattendo la porta, l’ha data solo qualche giorno fa con l’annuncio della nascita di Civico 10. Quale parte dell’apprendistato in Alleanza popolare, con la quale Zafferani da almeno un anno era palesemente in scontro, porterà con sé in Civico 10, lo si capirà solo strada facendo. Infine, il Movimento Per San Marino, di Alvaro Selva, Emilio Della Balda e Paolo De Biagi. Definirlo lista civica, il Movimento per San Marino, è davvero difficile vista la matrice nettamente politica dei leader fondatori. Selva e Della Balda entrambi hanno un passato da segretari di Stato. Selva, è l’uomo politico che trattò con l’Italia l’introduzione della “monofase”, base sulla quale è stata costruita la ricchezza sammarinese negli ultimi 30 anni. Nel ‘78 diventò ministro degli Interni come esponente del partito comunista dopo un passato democristiano. Della Balda negli anni successivi era stato segretario agli Interni, periodo in cui c’erano ancora i socialdemocratici, poi segretario delle Finanze, dal 78 all’ 86, ininterrottamente. Al potere per 14 anni, dal governo delle sinistre, dove c’erano l’allora partito comunista e il partito socialista, fino al “compromesso storico” sammarinese con l’ingresso sulla scena politica di una Dc a braccetto coi comunisti. Ed era l’86, anno in cui agli Esteri arrivò, Gabriele Gatti. Oggi, Per San Marino dice che “la vera novità in politica viene dai movimenti, insieme ai cittadini di buona volontà”. Il dissenso insomma ha una sua forma di governo e complice le ripetute crisi che San Marino ha dovuto affrontare negli ultimi 4 anni, il malcontento, a volte aperto dissenso, deve essere raccolto. Una prova di aggregazioni spontanee in questi ultimi anni ci sono già state. Si chiamavano associazione Sottomarino, gruppo che si muoveva su facebook e aveva una operatività sul territorio, ma che oggi appare fiaccato. Poi il tentativo di San Marino dei valori, promotore del referendum sull’alienazione dei beni immobili dell’eccellentissima camera. La tradizione dei movimenti in politica però annovera anche grandi successi come Alleanza popolare, nato come associazione culturale col nome di Forum, da una rivista omonima, nei primi anni Novanta, si presentò per la prima volta alle elezioni del 1993. Alla prima Ap partecipavano personaggi che venivano quasi tutti dalla Dc, Tito Masi ad esempio, e poi l’attuale ministro Antonella Mularoni e Roberto Giorgetti, figure di punta della Dc giovanile. Unico outsider Mario Venturini, al suo primo impegno politico proprio in Ap. Sempre da una costola della Dc, nasce anche il movimento Noi sammarinesi, per azione di Maria Luisa Berti, ex consigliere democristiano, insieme al fratello l’avvocato Gian Nicola Berti e l’attuale ministro, Marco Arzilli, militante Dc.
Anna De Martino
NQRimini














Non importa quale nuovo movimento che già si è presentato o che si presenterà votiamo. L’importante è votare per uno di questi. Scegliete in base a quello che dicono, alla preferenza per il nome, a quello dove ci sono i più carini, non interessa il motivo. Quel che interessa è NON VOTARE PIU’ NESSUNO dei vecchi politicanti/partiti. Devono prendersi i voti della Pubblica Amministrazione che hanno tutelato e preservato da ogni problema e nessun altro. Anche 1 solo voto in più sarebbe vergognoso e chiunque di voi sammarinesi votasse per qualcuno che è presente ora in CGG o che lo è stato negli ultimi 20/25 anni merita il peggio,si dimostrerebbe colluso e colposamente responsabile dello sfascio che stiamo vivendo e che di certo vivremo, purtroppo, nell’immediato futuro.
Ah, nota a parte sulle tasse.. Tutti, imprenditori e dipendenti privati, credo non abbiano problemi a pagare più tasse, ma di certo NON SOPPORTERANNO E NON ACCETTERANNO di pagarle solo per coprire la spesa corrente (leggi stipendi della Pubblica Amministrazione). Se il governo investisse bene le tasse o le nuove tasse in modo da garantire un “ritorno” a chi le paga, ritorno che può essere in servizi, infrastrutture, ammodernamento territorio, maggior attrattività del turismo ecc ecc nessuno di noi avrebbe problemi ad accettare un aumento delle tasse. Questo non accade perché, come detto, tutte le tasse sono indirizzate a coprire la spesa pubblica e questo alla lunga, ve lo garantisco, porterà ad un violento scontro sociale.