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Impianto di compostaggio, il Comitato tutela ambiente chiede spiegazioni

profilo-monte-titano-con-nubi[San Marino Oggi] Nessuna contrarietà al progetto dell’area di compostaggio, ma servono chiarezza e trasparenza. Il Comitato di coordinamento per la salute e l’ambiente, formato da sette associazioni sammarinesi, interviene sul decreto per la modifica al piano regolatore portato in procedura d’urgenza nel corso dell’ultimo Consiglio Grande e Generale. E proprio quella procedura d’urgenza non è affatto piaciuta al Comitato, che era in attesa di risposte su alcuni punti. “Pur non essendo in alcun modo contrari alla creazione dell’impianto”, spiega il Comitato, era stato presentato un ricorso in cui si elencava “una serie di punti di rilievo per i quali si richiedevano informazioni e chiarificazioni, prospettando anche delle possibili alternative. In particolare – continua la nota – emergeva come alla trasformazione di un’area di tale vastità da zona agricola a zona servizi non corrispondesse una contestualizzazione del progetto, né una programmazione complessiva (campagna per la raccolta dell’umido, quantificazione della raccolta, potenzialità delle biocelle, impatto ambientale eccetera)”. Ma il ricorso, lamenta il Comitato, non è stato valutato perchè il decreto è stato presentato in procedura d’urgenza e non è quindi passato in commissione. C’è stato poi da parte della segreteria per il Territorio la convocazione di un incontro fissato per il 30 luglio, spiega ancora la nota del Comitato, che è però stato anticipato al 26 “con un preavviso di poche ore che non ha c h i a r ame n – te permesso agli aderenti di essere nemmeno informati dello spostamento della riunione. In quella riunione – continua il c omu n i c a t o – venne solo presa visura di come l’estensione dell’intero progetto sarebbe stata ridimensionato da 45mila a circa 6.500 metri quadrati”. Insomma, tira le conclusioni il Comitato, “le nostre domande restano tuttora senza risposta. In un paese in cui l’edilizia ed il cemento hanno fornito pretesti per infiltrazioni di dubbia provenienza, risulta ovvio che si drizzino le orecchie quando vengono richiesti 45mila metri quadri di suolo pubblico. Il fatto poi di aver eventualmente diminuito l’estensione a circa 6.500 metri quadri (cosa per noi non certificata da alcun documento) non fornisce le risposte che avevamo avanzato e anzi dà ulteriore adito a credere quanto la mancanza di reali studi capaci di supportare un progetto di questa imponenza sia effettivamente concreta. Come Comitato, visto che per il momento l’area di Maiano non verrà variata e rimarrà zona agricola, vorremmo avere delle risposte alle nostre domande espresse nel ricorso. In fiducia – conclude la nota del Comitato -, non siamo contrari a priori ad un progetto per il compostaggio dell’umido ed anzi non possiamo che approvare la segreteria per la proposta di una tale passo, tuttavia per evitare l’insinuarsi di dubbi basterebbe la divulgazione di dati ed obiettivi, la trasparenza di informazioni basate su studi e ricerche come richiesto da qualsiasi progetto di tali dimensioni e, ove ciò non fosse possibile, un maggior coinvolgimento dei cittadini che lo richiedono attraverso le associazioni qui unite e non la semplice visura di decisioni già prese”.
San Marino Oggi


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