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Confermata la condanna per Marcello e Carlo Biagioli

Marcello-Biagioli[San Marino Oggi] Marcello Biagioli: confermata la sentenza di primo grado con la sospensione condizionale e la non menzione. Carlo Biagioli: pena ridotta a 2 anni, ridimensionata la sospensione di 12 mesi dai pubblici uffici e concessa la non menzione. Praticamente chiusa quindi, una vicenda che ha inchiodato per anni Tribunale e opinione pubblica. Resta solo una appendice: l’avvocato Carlo Biagioli potrà continuare a fare la professione con la sospensione di un anno? Dovrà infatti essere in Aula fra sette giorni in una delle tante udienze sulla vicenda Fincapital. Toccherà all’Ordine degli Avvocati e Notai decidere; presumibilmente si attenderà il deposito della sentenza del magistrato delle appellazioni David Brunelli. Primo grado La sentenza di primo grado condannava l’ex comandante della Gendarmeria – lo è stato per tre lustri – Marcello Biagioli a 3 anni e interdizione di terzo grado. Il figlio Carlo, noto avvocato, era stato invece condannato a 2 anni e 6 mesi con anche 15 mesi di interdizione dai pubblici uffici. Ad entrambi fu concessa la “non menzione”, mentre l’allora giudicante Gilberto Felici non concesse la sospensione della condanna. In aggiunta fu decisa una provvisionale di 3mila euro ciascuno per i gendarmi Graziano Valli e Sauro Volpinari, per poi definire in sede civile l’importo complessivo. La vicenda L’antefatto risale a fine luglio 1999, la notte in cui la Banda della Magliana svaligiò il caveau del Tribunale di Roma. Uno dei sospettati, Stefano Virgili, come alibi al successivo processo di Perugia presentò un “foglio di servizio” della pattuglia Valli-Volpinari in cui risultava che quella sera fosse a San Marino e, per sua fortuna, fosse anche stato fermato lungo la superstrada dai Gendarmi per un controllo. Il Tribunale convocò i due gendarmi che caddero dalle nuvole e disconobbero firma e nota a verbale sul relativo controllo al Virgili; il resto del documento invece confermarono , era stato scritto di loro pugno. Virgili fu condannato, Valli e Volpinari presentarono in Repubblica denuncia per la manomissione del foglio di servizio. Il processo Una vera e propria cavalcata con codici, codicilli, normative, ricusazioni di magistrati giudicanti e perizie. Storico il braccio di ferro fra tecnici sulla penna con cui fu scritta l’annotazione bugiarda; si scoprì nel corso di udienze fiume che ci sono ben tre tipi di “sfera” di diametro diverso a seconda dei mercati di consumo. Fu anche cambiato il magistrato, su richiesta dello stesso giudice: da Vittorio Ceccarini si passò a Gilberto Felici. L’indagine Con la testimonianza decisiva dell’allora brigadiere, Marino Paoloni (“Assistetti alla falsificazione”) il dito accusatore cadde sul colonnello Marcello Biagioli e sul figlio Carlo. Tra indagine, processo di primo grado, sospensioni e ferie giudiziarie sono passati cinque anni; tanto da far supporre che il procedimento dovesse morire per “prescrizione”. Appello Ieri la sentenza che in un colpo solo ha cancellato tutti i differenti calcoli sulla prescrizione: casus era da quale data far partire l’inizio del calcolo e per alcune interpretazioni sui tempi delle ricusazioni. Diritti violati Commenta l’avvocato Carlo Biagioli “Pur valutando positivamente la parziale riforma della sentenza di Primo grado, non posso che rammaricarmi sul mancato accoglimento delle numerose doglianze per le quali ho già dato mandato ai miei legali di predisporre ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ritengo di avere subito una grave ingiustizia e che la verità processuale non coincida con la verità storica. Non ho mai conosciuto Stefano Virgili e né io né la mia famiglia abbiamo mai intrattenuto rapporti con lo stesso o con soggetti legati alla malavita romana. Si è trattato di una sentenza scontata con la quale si è voluto salvare un Sistema e ciò risulta all’evidenza nelle modalità di conduzione del processo, con il sistematico rigetto di qualsiasi eccezione e/o istanza proposta dalla difesa e puntualmente disattesa dai vari Organi Giudicanti. A ciò si aggiungano le intollerabili interferenze e pressioni esterne al processo che hanno visto la celebrazione di dibattiti non solo nelle aule del Tribunale ma, sovente, anche nelle aule delle Commissioni Consiliari. Al dispiacere della condanna si somma quindi il rammarico di chi, volendosi difendere solo nel processo e non sui giornali, ha sempre creduto nella Giustizia che, ahimé, non è per tutti”.
San Marino Oggi


2 Commenti a “Confermata la condanna per Marcello e Carlo Biagioli”


  1. 1albano

    …..anche i PESCI vengono a galla…..
    Questo dice un vecchio detto popolare!!!!!!!
    Io quel signore tale Stefano Virgili….non lo conosco….ma a San Marino evidentemente qualcuno si !!!!!

  2. 2Simone

    RADIAZIONE DALL’ALBO …. e galera ….
    a proposito cercano Operatori Ecologici ….
    anzi …. neanche quello !!!!!

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