PSD: “sistema concessorio è fuori dalla storia”
[L’Informazione] Superare il “nulla osta politico”, ai limiti della legalità, che ostacola nuovi investimenti nel commercio. Andrea Belluzzi e Francesco Morganti, new entry del Psd in Consiglio grande e generate, spronano gli alleati di maggioranza c, in particolare, il segretario di Stato con delega al Commercio, Marco Arzilli, a intervenire per “rivedere alcune rigidità norrnative” che interessano uno dei settori chiave per il rilancio dell’economia sammarinese e che “rappresenta – sottolineano in una nota- il 25% del totale delle imprese nazionali”. Si tratta inoltre di un comparto “che non risente dei problemi legati alla collocazione di San Marino nella black list”. Sono anche altre le azioni auspicate, “diversificare e qualificare l’offerta – suggeriscono – destagionalizzare le attività, allargare il mercato a nuove fasce di clientela, infine potenziare la San Marino Card”. Volontà dei consiglieri del Psd è poi quella di favorire la presenza di operatori sammarinesi “attraverso incentivi rivolti in modo particolare ai giovani e alle donne”, categorie più a rischio. Ma soprattutto, ritengono opportuno superare il “regime concessorio” cui è destinato un non residente intenzionato ad aprire un’attività commerciale a San Marino. “Oggi fare commercio al dettaglio richiede che il 51% delle quote sia in capo a una persona fisica residente – spiegano Belluzzi e Morganti – mentre un non residente deve superare un nulla osta politico che non ha alcun fondamento di certezza e di legalità”. Perché, lamentano, “la domanda è rimessa sostanzialmente alla simpatia di cui gode il proponente”. Dito puntato quindi contro il rischio di discrezionalità, cui anche il Greco ha messo in guardia il Titano. “Ogni superamento di barriere di tipo concessorio – sottolineano infatti – rappresenta un passo avanti nella direzione della trasparenza cosi come ci chiedono gli organismi internazionali”. I consiglieri di maggioranza sollecitano quindi “un sistema certo di regole”, quale presupposto per stimolare l’arrivo di nuove imprese e “assorbire cosi quella forza lavoro in cerca di occupazione”. Anche perché “è fuori dalla storia – fanno notare – che si presenti una domanda, si aspettino mesi per avere una risposta e poi, in caso di gradimento, si possa andare a far nascere l’azienda”, dunque, “dobbiamo essere in grado di superare questo sistema – ribadiscono – scrivendo una norma che in ogni caso apra le porte solo ad investimenti adeguati per dimensioni e qualità”. Le richieste non cadono dall’alto: Belluzzi e Morganti ricordano che il programma di San Marino Bene comune riporta la necessità di semplificare le procedure per attrarre investimenti anche da oltre confine.
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Auguro a questa persona che non conosco di vivere cent’anni e passa ma la foto mi ricorda tanto quelle che vengono messe nei manifesti funerari o sulle tombe al cimitero!
Sulla foto hai ragione
Se poi cerchi di dire qualcosa di più a parte che ne risponderai nella sede opportuna ne devi rispondere anche a chi da nuove iniziative serie e con capitali adeguati e onesti trarrebbe occupazione
Andrea, potresti essere un pò meno ermetico? Sai è venerdì pomeriggio e la stanchezza si fa sentire alla mia età…a chi devo rispondere e dove?
Allora riposaci sopra che lunedì ti sarà tutto più chiaro