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Sacrifici

Borgo Maggiore - 1943

Borgo Maggiore - 1943

[SMN Blog] di Michele Guidi: “Saranno problemi serissimi per i lavoratori a San Marino, aldilà della loro cittadinanza (frontalieri), se si resterà nella famosa lista nera. Le aziende sammarinesi, meglio posizionate economicamente rispetto a quelle italiane, hanno una maggior possibilità di uscire in avanti dalla crisi rispetto a quelle italiane, ma è indispensabile che la Repubblica sia riconosciuta, come un tempo, come luogo affidabile e trasparente. Il governo sostiene che le richieste italiane, da un anno a questa parte, sono cambiate. Dalla convenzione contro le doppie imposizioni del 2002, che l’Italia non ha mai voluto ratificare, si è passati all’accordo di cooperazione del 2006 che questa volta San Marino non ha voluto sottoscrivere, fino ad arrivare nel giugno del 2009 alla definizione di un’intesa sul nuovo scambio d’informazioni sul modello Ocse. Ma anche questo accordo è saltato e oggi viene richiesto lo scambio automatico di informazioni. In parole povere l’Italia chiede le cose che hanno sempre chiesto Visco, Padoa Schioppa e Tremonti: basta col segreto bancario per effettuare un controllo pieno sui cittadini. Se questo avverrà, rappresenterà indubbiamente un punto di svolta per la nostra economia, una svolta epocale. Il tempo sta per finire e la partita si giocherà nei prossimi giorni. Il rammarico è quello di pensare di poter rattoppare il sistema fondato sull’anonimato societario e sul segreto bancario, senza metterlo in discussione ed ora sta crollando senza avere predisposto un’alternativa concreta. Dobbiamo porci in difesa della nostra economia reale, quella fatta del lavoro delle persone, dobbiamo difendere il made in San Marino. I cittadini stanno reagendo, le manifestazioni spontanee degli ultimi giorni lo dimostrano. Ma la crisi del sistema è forte, lo scudo fiscale ha comportato la riduzione di un terzo delle risorse gestite dalle banche. Le entrate per lo Stato sono in forte riduzione (- 20% secondo le stime più ottimistiche), l’imposta monofase è in caduta verticale e indurrà i prossimi governi a un indebitamento, ad un aumento delle imposte dirette sui redditi, al taglio dei servizi (welfare), all’aumento delle tariffe, all’applicazione dei ticket per le prestazioni mediche e i medicinali. Le varie componenti sociali in questo contesto tenderanno a difendere le proprie posizioni mettendo in discussione quelle delle altre. E’ assai probabile che nel prossimo futuro ci troveremo costretti a gestire un scontro sociale senza proporzioni, uno scontro sopratutto tra poveri. Sammarinesi contro frontalieri, lavoratori dei settori privati contro dipendenti pubblici, giovani senza lavoro contro pensionati troppo ricchi. Per i nostri giovani l’alternativa per trovare lavoro sarà quella di recarsi oltre confine. Questo scontro sociale va prevenuto e devono essere date oggi le risposte utili per il futuro. Condivido quindi quanto ha detto Tito Masi affermando la necessità di una “coscienza collettiva a favore del cambiamento”. Condivido anche quello che dice rispetto all’Unione Europea. Del resto la scelta della trasparenza e dell’allineamento agli standard internazionali è inevitabile e se non vogliamo solo subire il cambiamento “dobbiamo muoverci per vedere se è possibile utilizzare le opportunità che l’adesione all’Ue può offrirci”. Bravo Masi, finalmente una voce che ragiona in prospettiva. Convinci anche altri del tuo partito che pare abbiano fatto una forte marcia indietro. Per prevenire lo scontro sociale che si profila all’orizzonte occorrono politiche per il lavoro fondate sul diritto-dovere e sulla formazione permanente, occorre la salvaguardia delle nostre aziende, occorre normalizzare i rapporti con l’Italia è vero,ma non lasciamo all’ultimo posto l’inevitabile percorso avvicinamento all’Europa” .

Michele Guidi – Orgoglio Operaio


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1 Commento a “Sacrifici”


  1. 1MarcOne

    Caro Michele, ahi te non ci sarà alcun scontro sociale perchè la rete del privilegio e dei privilegiati è troppo vasta e intrecciata. Forse ci sarà uno scontro fra consumatori impazziti e casalinghe da 2000 euro di budget al mese per le SPA.
    Il vero scontro sociale ci sarà solo e quando i dirigenti e gli alti vertici della PA, i cui stipendi da 6 mila euro al mese vengono pubblicati ogni anno sui giornali, si vedranno dimezzare gli emolumenti; solo quando la PA potrà licenziare come in tutti gli altri settori leggi alla mano; solo quando tasseranno gli immobili sfitti e le speculazioni dei pochi e soliti noti; solo quando impediremo agli stranieri profittatori di venire a speculare; solo quando la magistratura potrà agire senza essere sottoposta alla pressione politica… Ma quale governo ha in mente un programma simile? Avremo un paese migliore solo quando i sammarinesi ritorneranno a condurre San Marino in maniera virtuosa così come Pietro Franciosi, come i nostri padri fecero con la Mutuo soccorso, con l’ISS e con il bene collettivo in primo piano.
    MarcOne

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