ANIS: si alzi il livello del dialogo con Roma

Carlo Giorgi, Segretario Generale ANIS
[Fixing] San Marino ha tutte le carte in regola per firmare, finalmente, gli accordi con l’Italia? Probabilmente sì, ma Giulio Kaiser Tremonti tira dritto come un pompiere, non vuole sapere di ragioni, ed ha promesso che il Titano resterà nella “sua” black list fino a che “non saranno formalmente e sostanzialmente in vigore tutte le norme necessarie per integrare gli standard internazionali legali, fiscali, antiriciclaggio, eccetera”. Più precisamente fino a che non lo deciderà lui.
Per Carlo Giorgi, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese, intervistato dall’agenzia stampa Dire, “San Marino ha ormai le carte in regola”. Ma la black list preoccupa e non poco gli imprenditori sammarinesi. Così Giorgi chiede un ulteriore sforzo alla politica. L’invito già fatto di “andare a Roma e tornare solo con gli accordi firmati”, resta dunque valido. Anzi, gli si aggiunge un ulteriore suggerimento: perché non riunire a Roma il Congresso e il Consiglio Grande e Generale?
Tornando alla nota di martedì sera di Tremonti Carlo Giorgi è “rimasto perplesso” più dai “modi del dialogo” che dai contenuti.
“Senza volere dare giudizi o fare polemiche – commenta – prima arriva la lettera di risposta da parte del ministro Giulio Tremonti, poi anche un comunicato stampa”. Qualcosa va evidentemente migliorato. E in effetti il numero uno dell’ANIS chiede “un dialogo aperto, disteso, concreto, in cui siano chiare le esigenze dei due Paesi. Anche perché non va dimenticato che l’argomento tocca l’Europa e l’Ocse”.
La permanenza nella black list avrebbe soprattutto conseguenze per l’impresa sana di San Marino: “Se la trasparenza è l’unico modo per uscirne, andiamo avanti per questa strada. Abbiamo in mente un percorso chiaro: la lista nera non contiene valori per il Paese per cui occorre accettare lo scambio di informazioni sul modello Ocse, che prevede anche quello automatico, fissandone le condizioni”.
Se sul fronte internazionale occorre aderire ai diversi standard di trasparenza, su quello interno la Repubblica, prosegue Giorgi, deve continuare a legiferare in piena autonomia, perché “il rapporto con l’Italia e con gli altri Paesi deve essere alla pari”.
Da via Giacomini arriva dunque un chiaro messaggio ai politici sammarinesi: “I due Paesi devono alzare il livello del dialogo”. “occorre capire – prosegue Carlo Giorgi – che un’azione ordinaria non basta, il governo deve convincersi che deve fare di più. Io ad esempio farei una riunione del Congresso o addirittura del Consiglio grande e generale a Roma”. Perché “dobbiamo farci ascoltare”.
D’altronde, aggiunge il segretario dall’ANIS, “verso l’Italia forse siamo in credito”: con lo scudo fiscale è rientrata la finanza, quasi cinque miliardi di euro; con il prefinanziamento di tutta l’Iva, “siamo gli unici a farlo in Europa”, si bloccano alla radice i problemi legati alle frodi carosello; sulle rogatorie “collaboriamo ampliamente”; e non vanno certo dimenticati i sei mila frontalieri, cui aggiungere altri due mila lavoratori italiani in aziende di imprenditori sammarinesi in Italia. Si parla di “redditi per oltre 200 milioni di euro che vengono consumati oltreconfine”.
Dunque “dalla politica serve una svolta che è dovuta – conclude Giorgi – dato che la trasparenza è nei fatti. Abbiamo le carte in regola per firmare gli accordi”.
San Marino FIXING
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